Piccoli commercianti con l'acqua alla gola. Costretti a licenziare i propri dipendenti per non dichiarare fallimento, con le banche che non vogliono più concedere loro credito, l'abusivismo che dilaga in ogni settore e la concorrenza dei centri commerciali, sempre più incalzante. È una fotografia di un settore che non è più in grado di farcela da solo, quella scattata, per la Confesercenti, dall'Ente bilaterale regionale del terziario distribuzione e servizi del Lazio e dal Censis e presentata ieri al Tempio di Adriano. Il presidente della Confesercenti Roma e Lazio Valter Giammaria snocciola dati e problemi del comparto con l'aria di chi si è praticamente arreso. Ventiquattromila posti di lavoro persi lo scorso anno, che significa il 10% in meno di occupati nel commercio, ore di cassa integrazione quasi raddoppiate, che hanno sfiorato quota 2,5 milioni. E imprese che continuano a chiudere, soprattutto nel commercio, con un numero di aziende cessate che ha superato di 2 mila unità quello delle nuove iscritte. Di fronte ad un quadro del genere inevitabili sono state le richieste di Giammaria: «Subito il nuovo piano del commercio che stabilisca, finalmente, un equilibrio tra grande e piccola distribuzione, ma vogliamo anche lo stop dei centri commerciali perché Roma è satura». Non meno importanti i problemi dell'abusivismo e dell'accesso al credito visto che non è più tanto facile, lamenta la Confesercenti, ottenere il credito dalle banche. E il caro affitti «divenuto insostenibile, soprattutto in centro, dove il canone di un locale di 100 mq. può superare anche i 20 mila euro al mese». La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. L'assessore al commercio Davide Bordoni ha fatto sapere che «il piano del commercio sarà presentato il 16 giugno in Campidoglio». E se ritardi nella stesura del piano ci sono stati «è perché ci siamo accorti che era molto più complesso del previsto». Certo è che «proporrà un nuovo equilibrio tra grande e piccola distribuzione e decreterà il divieto di nuovi centri commericali in alcune zone di Roma, che sono evidentemente già sature». Quanto ai centri commerciali che nasceranno con gli ex artt. 11 «per quelli non possiamo fare nulla perché già autorizzati». Anche da parte della Regione la sicurezza di prendere a cuore la questione del commercio capitolino. «La revisione della legge 33 sul commercio è una nostra priorità», ha detto l'assessore alle pmi Pietro Di Paolo «ci impegniamo a portarla in aula entro la fine di quest'anno».
Costretti a licenziare per non fallire e chiudere

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