"È solo una bufala, architettata da qualche buontempone per spaventare la gente. Anche se, come si dice in questi casi, «non si sa mai". È con un misto di scetticismo e paura che i romani attendono l'11 maggio, la data fatidica in cui - secondo la leggenda urbana - Roma dovrebbe essere inghiottita da un terremoto di portata straordinaria. E se generalmente prevale la linea dell'incredulità, qualcuno qualche timore ce l'ha davvero. Come Maritza, 48 anni, casalinga di Malafede. Che, ammette, alla possibilità che Roma crolli ci crede veramente. «L'eventualità che ci sia un terremoto non è un'ipotesi da escludere del tutto - sostiene - Io, per sicurezza, l'11 maggio sarò fuori città, nella campagna intorno a Roma. Almeno, se dovesse arrivare davvero la catastrofe, morirei in mezzo alla natura». Anche Laura, 48 anni titolare di un negozio di abbigliamento alla Garbatella, è convinta che il pericolo terremoto non vada sottovalutato. «Io, sinceramente, un po' di paura ce l'ho - dice - Anche perché mi sono informata, e questo Bendandi ha previsto correttamente più di un sisma, così come aveva lasciato indizi sul terremoto che ha colpito l'Abruzzo due anni fa. In più mi preoccupa la coincidenza di date: anche Padre Pio aveva previsto, proprio per maggio, un evento catastrofico. E cosa potrebbe esserci di più catastrofico della scomparsa di Roma? Io non me ne vado solo perché credo che ognuno abbia il suo destino». Anche chi alla catastrofe annunciata non crede, qualche dubbio ce l'ha. «Diciamo che sono possibilista», commenta Riccardo Vinciguerra, cantante di 30 anni. «Non mi lascio condizionare dalla notizia. Però non sono un esperto, e per questo non me la sento di bollare la previsione come pura e semplice spazzatura. Per quanto ne so potrebbe essere valida, nonostante la maggior parte degli studiosi del campo dica di no.Non sarebbe certo la prima volta nella storia che la scienza ufficiale prende un abbaglio». «Quello che Dio manda ci prendiamo - è la rassegnata opinione di Fares, 26 anni, fioraio dell'Ostiense - Sento tante persone parlarne, e spero che si sbaglino. Io, per caso e per fortuna, non sarò a Roma in quel giorno. Comunque non sono convintissimo: se davvero si potessero prevedere i terremoti, non ci sarebbe stata la tragedia del Giappone». Per la maggioranza, però, tutta la questione del terremoto è risibile. «Maledizione, proprio ora che mi sono comprato casa nuova», scherza Alessandro, 32 anni, professione disk jockey. Alcuni accusano i media di aver messo in giro la storia con secondi fini. «Ad essere sincero - spiega Agostino Baiocco, 29 anni, personal trainer - mi sembra che questa storia sia solo una trovata sensazionalistica, messa in piedi per fare notizia. Non vedo quindi perché dovrebbe influenzare la mia vita». Della stessa opinione anche Spartaco, 78 anni, pensionato della Garbatella. «Il terremoto? Sono tutte "frescacce", invenzioni dei giornali per spaventare le persone, soprattutto le più anziane. Eppure sono in tanti a crederci: ho sentito addirittura dire che il terremoto di Roma sarebbe l'inizio della fine del mondo, prevista per il 2012». «Le probabilità che l'11 maggio ci sia un terremoto sono le stesse di ogni giorno dell'anno», dice Matteo G., libero professionista in zona Prati. «Non vedo quindi alcun motivo per andarmene». Anche Alessio Borzi, 25 anni, meccanico, è scettico. Anzi, è sicuro che «Roma non crollerà mai. Da quanto ho letto non ci sono prove scientifiche a sostegno della tesi del terremoto. Anche perché, se ci fossero rischi reali, vi pare che il governo o il comune non avrebbero fatto sgombrare la città?».
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