diGABRIELE ANTONUCCI L'apertura del Festival Internazionale della danza è affidata martedì alla magia dei Momix, una delle più celebri compagnia di danza contemporanea, che presenterà al Teatro Olimpico «Bothanica», ultima creazione del geniale coreografo americano Moses Pendleton. Da sempre legati all'Accademia Filarmonica Romana, che dal 1984 ospita nella Capitale tutti gli spettacoli della compagnia di ballerini-illusionisti, i Momix ritornano al Teatro Olimpico fino al 22 marzo con lo spettacolo che l'anno scorso ha fatto registrare il tutto esaurito per ciascuna delle ventisei repliche. Da due anni «Bothanica» sta riscuotendo consensi unanimi, mettendo d'accordo pubblico e critica, tanto che qualcuno l'ha definito «the wonder of wonders», la meraviglia delle meraviglie. Lo spettacolo nasce dalla fortissima passione per la natura del coreografo Moses Pendleton, fondatore della celebre compagnia statunitense. «Bothanica» mette in scena la natura nelle sue forme più diverse: neve e vento, insetti frenetici, fiori che sbocciano, farfalle, minerali e tutto ciò che riguarda lo stupefacente micro e macrocosmo che ci circondano e di cui - è questo il messaggio di Pendleton- l'uomo dovrebbe avere più cura. «Mi sono ispirato a Vivaldi e al suo ciclo delle Quattro Stagioni - sottolinea il coreografo - Lo spettacolo è diviso in due parti: Winter-Spring (Inverno-Primavera, ma anche, in inglese, "lo slancio dell'inverno") e Summer-Fall (Estate-Autunno e, inoltre, "la caduta dell'estate")». Un gioco di parole che rivela la filosofia dello spettacolo, quello di stupire il pubblico, trasportandolo in una dimensione onirica. «Nei nostri spettacoli - aggiunge Pendleton - cerchiamo di provocare quella che io chiamo "optical confusion": un modo per eccitare i nervi del cervello e stimolare la creatività. Voglio che gli spettatori abbiano l'impressione di entrare in un giardino e di trovarsi all'aria aperta, dimenticandosi di essere a teatro». La caratteristica peculiare dei Momix è quella di saper plasmare il proprio corpo a seconda del soggetto che devono interpretare, sia esso animale o vegetale. Di grande suggestione, ad esempio, è l'effetto di braccia e gambe fosforescenti al buio, che sembrano entità autonome capaci di assumere qualsiasi forma. In un altro momento dello spettacolo appare una roccia che, come se fosse un utero, partorisce una donna bellissima. Inoltre un fiore si trasforma in uccello, un essere umano in una roccia, una donna in un uomo. È l'eterno ciclo della natura, che non smette mai di rinnovarsi.
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.