IlFondo, gestito dalla società laziale di sviluppo Filas, avrà in dotazione 20 milioni di fondi regionali che saranno raddoppiati grazie al contributo degli investitori privati. «Un tesoro» rivolto in particolare alle imprese che nascono e a quelle in fase di sviluppo, privilegiando i settori, hi-tech e non, strategici per il Lazio come l'Aerospazio, le bioscienze, il chimico farmaceutico, l'Ict, l'audiovisivo, il turismo e la cultura. Il Fondo sarà attivo per dieci anni, ha spiegato Cetica, e permetterà investimenti fino al 2015. L'importo massimo è di un milione e mezzo, raddoppiato per gli start-up. Il Fondo, primo a essere autorizzato appositamente dalla commissione Europea come ha sottolineato Renata Polverini, potrà realizzare tra le 25 e le 30 operazioni e grazie al suo carattere «aperto» non si rivolge solo a coinvestitori professionali ma è a sostegno «di chiunque, imprese e facoltose persone fisiche, voglia assumersi il rischio di investire nell'economia reale della nostra regione. Il Fondo - ha proseguito - opererà a fianco degli investitori privati riconoscendo loro un vantaggio economico in caso di successo anche parziale». La Polverini ha poi sottolineato come oggi il Lazio punti al confronto costruttivo con le regioni più avanzate, come la Lombardia, e «non più con chi sta peggio di noi per giustificare il non successo». La governatrice ha poi sottolineato l'importanza di una nuova alleanza tra pubbico e privato. «Si riparte sostenendo i coraggiosi che resistono innovando e ampliando i loro orizzonti» per ricreare quei presupposto dello sviluppo degli anni '50 e '60. Il presidente di Unindustria Regina ha garantito: «Spingeremo le imprese verso il Fondo Por», mentre il presidente della Camera di Commercio si è detto fiducioso: «Presto il Pil di Roma supererà Milano».
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