Roma Capitale

Natale è musica

diPAOLA PARISET La gigantesca macchina di «Roma Città Natale» si mette in moto. Fra suoni di ciaramelle, luminarie di ogni genere ed un clima inconfondibile - un misto di insolita gioia (fra le difficoltà del vivere!), di senso dell'eccezionalità, un'eco di sentimenti infantili, una imprevista vocazione alla bontà – comincia il Natale romano, promosso dal Comune capitolino ed organizzato da Zètema Progetto Cultura. Tantissime sono le iniziative di spettacolo, di musica, di danza che prima del Natale si succederanno in città. Ma il cartellone sarà ufficialmente aperto dal Concerto di Natale «Happy Christmas from... Rome», nella Basilica di S. Maria in Ara Coeli, domani lunedì alle ore 20,30. Esso è proposto dal regista e organizzatore di alti eventi musicali Enrico Castiglione, direttore del TaorminaFestival: i Concerti di Pasqua e il Festival Euromediterraneo ce lo hanno fatto conoscere a Roma negli anni. Questo è il suo undicesimo Concerto di Natale, a cui in passato furono invitati Ennio Morricone, il soprano Monserrat Caballé ed altre personalità della musica, data la portata dell'evento. Questa volta sarà con noi il soprano Cecilia Gasdìa, della cui carriera nessuno ignora i successi, da quando a vent'anni vinse il Premio Maria Callas (di cui è una delle ideali eredi), a quando rese grande il RossiniOpera Festival di Pesaro, o debuttò con Metha, Abbado, Muti, Chailly, Zeffirelli, o cantò musica sacra per il Vaticano, divenendo testimonial per il XXV anniversario del pontificato di Giovanni Paolo II. La Gasdìa sarà accompagnata dall'Orchestra Sinfonica di Roma in formazione cameristica barocca, con la direzione di Marco Silvi (anche clavicembalista) e con la regìa, ovviamente, di Enrico Castiglione. Sì, perché Cecilia canterà dapprincipio anche i compositori barocchi: Vivaldi nel Mottetto RV 629, Bach nella Suite in re, Stradella in «Pietà Signore», Corelli con il suo «Concerto per la Notte di Natale». Seguirà l'Ottocento: «Panis Angelicun» di César Franck. La voce di Cecilia Gasdìa spazia dai ruoli belcantistici rossiniani (che emergono anche qui dai brani barocchi odierni) a quelli drammatici verdiani e pucciniani, da «Traviata» a «Turandot», e consente alla cantante di esporsi in qualsiasi repertorio. Perciò Cecilia ci delizierà con i canti e le arie popolari dei più vari paesi - Spagna, Germania, Francia, Inghilterra - e di qualsiasi periodo storico. Perciò non mancheranno il canto irlandese «Adeste Fideles» (1744), quello napoletano-nolano «Tu scendi dalle stelle» (1754), e la canzone natalizia dell'americano Irving Berlin «White Christmas» (1940). Ingresso libero. www.festivaldipasqua.org. Santa Maria in Ara Coeli lunedì 20,30

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