Non ci sta il sindaco Alemanno. Rimettere in libertà praticamente tutti gli imputati degli incidenti di martedì suscita «una profonda sensazione di ingiustizia, perché i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati», riflette il primo cittadino. E non solo. Si dà un segnale pericoloso in un momento ancora troppo delicato. A preoccupare è infatti ora la manifestazione prevista per l'approvazione definitiva della Riforma Gelmini al Senato prevista entro mercoledì. Un fatto forse sottovalutato. «Protesto a nome della città. Non è minimizzando la gravità di questi fatti che si dà il giusto segnale per contrastare il diffondersi della violenza politica nella nostra città - dice Alemanno - mentre è evidente che queste persone hanno dimostrato, soprattutto in un momento di grande tensione sociale quale quello che stiamo vivendo, di essere soggetti pericolosi per la collettività. C'è veramente da augurarsi di non vedere queste persone di nuovo all'opera quando qualcuno, nei prossimi giorni, cercherà di contrastare le decisioni del Parlamento sulla riforma universitaria». Si «risente» del commento del sindaco il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palmara e insieme a lui un forbito gruppo di esponenti del centrosinistra. «Criticare i provvedimenti dei magistrati è legittimo, non lo sono però gli insulti - commenta Palamara - non possiamo che ribadire che è legittima la critica ai provvedimenti dei magistrati, ma non lo sono gli insulti nei confronti dei giudici e dell'istituzione nel suo complesso». Una telefonata poco dopo tra Alemanno e il presidente dell'Anm chiarisce l'equivoco forse più «cercato» che accaduto. «Non mi sono mai sognato di insultare la magistratura che, al di là di decisioni criticabili di alcuni suoi componenti - conferma poi il sindaco dando notizia della telefonata chiarificatrice - ha tutto il mio rispetto sia come istituzione sia come persone che la compongono». Commento astuto, quello di Palamara: «Apprezziamo che davanti a una mia affermazione, comunque di carattere generale, il sindaco Alemanno abbia voluto rimarcare di rispettare il ruolo e le decisioni dei giudici». Al di là delle «scaramucce» di natura più o meno politica, di quella giornata allucinante, dove per ore il cuore della Capitale è stato preso d'assalto con danni ingenti anche all'immagine della città e del Paese, non resta che un gesto di immunità. Un'immagine, anche questa, non solo poco gradevole ma pericolosa più che mai.
Alemanno: dovevano star dentro
