All'ospedale di Tivoli per effettuare un eco-color doppler degli arti bisogna attendere 17 mesi. E non è una questione scaramantica, e nemmeno soltanto sfortuna: sempre al «San Giovanni Evangelista» occorrono 502 giorni, infatti, per potersi sottoporre all'altro tipo di eco-doppler, quello dei tronchi sovraortici. Ma è l'intera Asl Rm G ad avere la maglia nera per le liste d'attesa, piazzata sul podio dei tempi medi più lunghi del Lazio per la metà dei 46 diversi tipi di richieste d'appuntamento fra esami e visite specialistiche. I sei ospedali e distretti della più estesa azienda sanitaria della nostra regione primeggiano nelle lungaggini in ben 23 casi. Per 14 tipi di esami medici presentano, per le prenotazioni, le file più lunghe del Lazio: per le radiografie si parte da 159 giorni per quelle del tubo digerente ai 147 per l'anca, dai 143 per la colonna vertebrale ai 113 per il torace e la testa sempre a Tivoli. Mentre in altri cinque tipi di richieste sono al secondo posto della lista nera (136 giorni per una esofagogastroduodenoscopia a Tivoli) e per altri quattro al terzo (170 giorni per una mammografia bilaterale, sempre a Tivoli). Ma si possono attendere 85 giorni per la visita urologica a Guidonia, 74 per quella neurologica a Monterotondo e 70 per un controllo gastroenterologico a Palombara. E, sempre per gli eco-doppler, l'Asl Rm G riesce a bissare il podio di Tivoli (i dati sono del Cup regionale) con il terzo posto per l'ospedale di Subiaco (352 giorni di attesa). Al nosocomio sublacense ora, con il nuovo piano di riordino, chiesto entro fine maggio dal Governo alla Regione soprattutto per le strutture più piccole, la paura fa «91». Come il numero dei posti letto: lo scorso anno riuscì infatti a salvarsi dal riordino della rete ospedaliera proprio grazie a quel posto in più che non fece entrare l'«Angelucci» nella lista dei nosocomi con meno di 90 letti da riconvertire. Allora era stata appena approvata anche la legge regionale sugli ospedali montani, poi bocciata dalla Corte Costituzionale. Senza la norma salva-tagli ora sono a rischio l'Angelucci e gli ospedali di Amatrice e Acquapendente. Ora il Tribunale per i diritti del malato chiede di «preservarli perchè indispensabili».
Quasi due anni per l'ecodoppler
