Non fu un incidente. Non un malore. E nemmeno un suicidio. Claudia Agostini fu assassinata. Lo sostiene il padre della trentacinquenne trovata senza vita il 13 ottobre 2003 in via della Lungara, sotto al palazzo nel quale viveva con il fidanzato Leonardo Bellatti, all'epoca quarantenne. E Athos Agostini, con un esposto che presenterà nelle prossime ore in Procura e al capo della mobile e della sezione «cold case» Vittorio Rizzi, chiede che sul caso vengano riaccesi i riflettori. E che le indagini vengano riaperte. Per omicidio. A sostegno della sua tesi, l'uomo ha partecipato ieri a una conferenza stampa con il suo legale, Luigi Vincenzo, e il suo consulente Carmelo Lavorino, criminologo e criminalista. Ventidue i punti su cui fare luce secondo quanto scritto nell'esposto. La sera precedente il ritrovamento del cadavere sul selciato, Claudia era stata in casa con il convivente. Poi lui, verso l'una, era andato a dormire da solo. Una vicina di casa, mezz'ora più tardi, ha sentito un forte rumore provenire dall'appartamento dei due, al terzo piano dello stabile del civico 42. Ma non ha dato l'allarme. Il corpo esanime della ragazza è stato trovato la mattina seguente. Una teste ha giurato di averlo visto alle 5.30. Però, pensando che si trattasse di una «barbona», non ha avvertito la polizia. Ma Vincenzo e Lavorino sostengono che è impossibile, perché proprio in quel punto, dalle 5.20 alle 5.50, erano intervenuti i vigili urbani per fare una multa a un furgone. E gli agenti non hanno visto nulla. Non solo. Dopo la riesumazione del corpo, avvenuta su richiesta della famiglia nel 2005, il medico legale e consulente di Agostini Giancarlo Umani Ronchi, riscontrò la frattura dell'osso ioide, «tipica dello strangolamento». In più, quando il corpo venne trovato un agente penitenziario di Regina Coeli constatò che «era ancora caldo». Insomma, le tesi del suicidio e della caduta dalla finestra per un malore non convincono. E l'avvocato Vincenzo è convinto che si sia trattato di «omicidio volontario». Per questo lui, Lavorino e il padre di Claudia chiedono che si indaghi ancora. «Alla mia età, prima di chiudere gli occhi - spiega Athos Agostini - vorrei veramente sapere che cosa è successo, chi è stato e perché».
Claudia fu uccisa, riaprite il caso

Argomenti