Roma Capitale

Buropazzia.

Unesempio lampante di questa piaga, una lebbra mentale che si impadronisce spesso di funzionari e impiegati dello Stato (che poi saremmo noi), è quanto accaduto domenica scorsa al Pantheon, dove un concerto di musica classica è stato interrotto perché «sforava» l'orario di chiusura. Al di là delle responsabilità, che speriamo verranno accertate dall'ispezione ministeriale, e dello scaricabarile che, puntualmente, ha visto i protagonisti rifarsi ad autorizzazioni o alla mancanza di coordinamento, il danno è ormai fatto. Il video della custode che interrompe il concerto e invita gli spettatori ad abbandonare il monumento trasformato in sala musicale, pubblicato su Youtube, ha fatto il giro del mondo. Le proteste hanno riempito i forum su internet. I giornali hanno riportato la notizia, stigmatizzando il comportamento dei sorveglianti. E non c'è peggior pubblicità di questa in un Belpaese, come ha spiegato il responsabile per la valorizzazione dei Beni Culturali Mario Resca, che vede calare il numero di visitatori. «Che sia colpa degli organizzatori o dei custodi - ha detto Resca - mandar via così la gente quando facciamo di tutto per averla qui non è una cosa bella». I burocrati, siano capi o sottoposti, si difendono regolamento alla mano. Ma il regolamento non è un totem. E, in questo caso, la forma è stata rispettata, il buon senso calpestato. Servizio a pag. 43

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