Sierano sentiti un'ora prima che la morte arrivasse. Quattro chiacchiere e una risata aspettando la cena. Il terzo giorno della gita scolastica dell'ultimo anno del liceo, quella che non si dimentica. Quella che costa tanto e che nessun genitore si sognerebbe di negare. Nelle settimane della vigilia ci abbiamo messo dentro i sogni e le speranze della vita che si apre oltre il portone della scuola. L'anno prossimo ognuno andrà per la sua strada, ma questo viaggio insieme, «mamma, so che lo ricorderò». All'alba del giorno della partenza festa e risate. «Mamma non mi chiamare. Ti mando un sms al giorno così mi godo Londra. Stai tranquilla». E così è andata. A Londra continuava a piovere, ma gli sms erano di un ragazzo che se la stava spassando con i suoi amici. Manca un giorno al suo rientro, penso a quando arriverà e alla felicità di quando mi racconterà abbracciandomi e dicendomi «mi sono divertito e giuro che ti ho pensato». Ma l'sms che arriva puntuale non sa di vita. «Mamma è successa una tragedia». Maria Cristina ieri sera non è tornata a Roma. È rimasta a Londra. In obitorio. Con mio figlio e con i suoi compagni parlava spesso di Dio e di questo mondo difficile. Come tutti i ragazzi ci metteva dentro la paura del futuro e mille sogni. Poi Maria Cristina se n'è andata. E per la scuola in gita a Londra è cominciato un incubo di gelida memoria. Il medico legale. I poliziotti, la stanza sequestrata alla ricerca di una spiegazione. Gli alunni chiusi a pregare a chiedersi perché. I professori angosciati dalla responsabilità. La morte, con il suo potere di sconvolgere, dà senso nuovo a ogni parola narrata da lei. Ora tutti ricordano. Sotto una luce nuova. La sua fede profonda, l'idea di appartenere a Dio prima che a chiunque altro, spesso condivisa con i suoi amici, suonano come una rivelazione. Ma non svelano mistero alcuno. La gita è finita. I ragazzi che l'hanno vista morta non sanno accettare che non c'è più. Hanno pianto a dirotto, sbattuto i pugni contro il muro. Li ha feriti che la vita in albergo andasse avanti come se niente fosse. Sono andati a fare una passeggiata triste dopo gli interrogatori. Leggono i giornali e, da qualche parte, vedono una storia diversa da quella che hanno vissuto. Nessuna professoressa ha inseguito Maria Cristina. Dopo che s'era alzata da tavola l'hanno cercata tutti insieme. La polizia ha stabilito che aveva preso la strada delle scale di servizio per salire all'ultimo piano. Un testimone l'ha vista volare. Fino al punto dove ora ci sono i fiori dei suoi compagni. La gita è finita. Nessuno la potrà mai dimenticare.
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