Roma Capitale

«Cacciamoli tutti dal nostro Paese»

Artenaè sconvolta per la tragica morte del padre di famiglia, Roberto Palma. La tensione sale nel passeggio pomeridiano tra i tavolini del caffè e il selciato della piazza. «Non è pensabile morire così», dice Mario, a braccetto con la moglie, «devono essere cacciati tutti dall'Italia». Il soggetto delle parole è facilmente individuabile: sono i romeni, ancora una volta al centro di un'attenzione indesiderata. «Sono sempre loro a creare caos - aggiunge un altro anziano - si ubriacano già nel pomeriggio e poi vanno in giro a dare fastidio, si credono i padroni in casa nostra». La realtà stavolta è diversa, i due investitori erano regolari, non avevano precedenti penali, non erano drogati, lavoravano onestamente; i carabinieri parlano di un sorpasso azzardato, un errore da parte del ragazzo che non avrebbe dovuto essere al volante. Ma niente convince i nostri interlocutori, i romeni sono da cacciare con le buone o con le cattive, e qualcuno azzarda anche la pena di morte. «È l'unico linguaggio che capiscono», è la voce corale di una comitiva di giovani. Poi una ragazza corregge: «Hanno paura che la polizia li rimandi in Romania, le loro galere sì che sono prigioni, al confronto le nostre sembrano alberghi. È di questo che hanno paura». Per loro i romeni sono quelli delle rapine ai supermercati o all'outlet, dei furti in villa, delle risse e delle molestie alle donne. «Venga a farsi un giro la sera qui, ci passi e poi ne riparliamo», chiosa il barista. «La comunità straniera in generale, e quella romena in particolare - ci dice il sindaco di Artena, Maria Luisa Pecorari - non ci ha dato particolari problemi. Anzi, proprio una settimana fa, in un incontro che ho avuto con loro, si sono lamentati di essere sfruttati dai nostri concittadini che gli affittano in nero case a prezzi esorbitanti, sfruttando la loro ignoranza delle nostre leggi». Il sindaco getta acqua sul fuoco, ricorda che l'episodio più grave accaduto ad Artena, quando un anno fa per un lavoro non pagato un romeno cercò di sfondare la porta di casa a un connazionale, sembra rientrare all'interno di regolamenti di conti nella comunità. Anche la famiglia Palma non cerca la condanna di nessuno, vuole giustizia per il suo congiunto e basta. I carabinieri confermano che la situazione è calma, sotto questo aspetto, ma vigilano con attenzione affinché non degeneri, ma tanto basta ai cittadini romeni per non farsi vedere in giro: l'aria non è delle migliori e Artena per qualche ora torna «territorio» degli artenesi. Ma forse non pensano che i romeni istintivamente fuggono per evitare di essere linciati, come accadde tempo fa a San Cesareo, sentendosi colpevoli sempre e comunque. Ste.Gel.

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