Parla straniero il centro storico. E non è solo una questione di turismo. Secondo i dati del Comune infatti 34.697 residenti nel I Municipio non sono italiani, vale a dire circa il 30% della popolazione residente. Segue il XX Municipio con 23.328 residenti immigrati, pari al 15,8%. In totale a Roma risiedono 293.948 stranieri, un numero destinato a crescere di circa 20 mila unità all'anno. Ma non ci sono solo numeri al centro del Consiglio comunale straordinario sull'immigrazione ma soprattutto persone. «Quella dell'immigrazione è una realtà della quale non dobbiamo avere paura» ha ammonito il sindaco dagli scranni dell'aula Giulio Cesare. «Ma il Comune di Roma è costretto a fare supplenza rispetto alla latitanza sia dello Stato che della Regione Lazio. Ci occupiamo dell'accoglienza di circa 2000 rifugiati, quando non è di nostra competenza - incalza Alemanno - a livello regionale non esiste alcun centro di integrazione che possa collaborare con il Comune che agisce in prima battuta». Un messaggio chiaro quello del primo cittadino, ribadito poi dal presidente del Consiglio comunale, Pomarici e dall'assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso che snocciola ancora dati e cifre. Spetta invece all'assessore Laura Marsilio ricordare le iniziative in campo per l'integrazione che «deve partire dalla scuola». Ma, per la prima volta, sono i consiglieri aggiunti i veri protagonisti del giorno dedicato all'immigrazione a Roma. «Tra i primi atti che indicano la strada che vogliamo perseguire rispetto all'integrazione - ha spiegato Alemanno - la nomina della consigliera Veyana Kuzik come mia delegata alle comunità immigrate. Una delega che verrà ricoperta a turno dai quattro consiglieri rappresentanti dei continenti. Inoltre, la consulta per l'immigrazione verrà aperta alle associazioni di stranieri. Sarà un ponte tra l'amministrazione e le comunità». Provvedimenti approvati poco dopo dal Consiglio comunale e che mirano a fare di Roma sempre più una «città aperta».
Centro, uno su tre è straniero

Argomenti