.Ma tra adottare e approvare c'è di mezzo un mare di passaggi burocratici che non si concluderanno nell'arco di tempo che resta all'attuale consiliatura regionale. Per il Piano, una sorta di Prg del Parco, lo strumento che decide, per capirci, chi, come, quando e dove si può alzare un muro, rifare un tetto, piantare una quercia, ci sono voluti 12 anni, da quando, cioè, la Regione istituì l'area protetta. E sarà proprio il Lazio ad avere l'ultima parola prima dell'approvazione definitiva. Intanto, il Piano dovrà essere sottoposto ai 9 Comuni e alle associazioni che fanno parte della Comunità del Parco. A portare a compimento questo travagliato percorso sarà dunque la prossima Giunta regionale. E se questa adozione lascia in bocca un asprigno sapore elettorale, la reazione del centrodestra non si è di certo fatta attendere. L'annuncio del presidente del Parco ha trovato anzi tutti riuniti, col coltello tra i denti. C'erano Camilloni, ormai una spina nel fianco dell'ente parco e presidente dell'Osservatorio, il consiglieriìe regionale Celori e quello comunale Todini che hanno gridato in coro: «Piano ad orologeria pre-elettorale proprio in occasione di una conferenza alla quale erano stati invitati sia il Presidente del Parco che l'assessore regionale all'Ambiente». Appuntamento a cui non sono andati. Celori né Todini, inoltre, non capiscono «se si tratta del piano proposto nel 2003, ancora presente sul sito ufficiale del Parco, quali audizioni cittadine siano state effettuate e quali siano i tempi di completamento dell'iter». Più radicale l'intervento di Camilloni: «Togliamo la politica dai parchi abolendo i consigli direttivi e facciamoli gestire direttamente dalla Regione. Solo così ci sarà un'occasione di sviluppo e d'intervento contro la politica dell'abbandono, visto che l'80% delle aree protette regionali sono a tutt'oggi sprovviste di piano d'assetto», da quando una Legge regionale ne approvò l'istituzione. Ai futuri governanti, quindi, l'onere di portare a compimento un iter tanto travagliato quante sono state, in più di un decennio, le successioni al vertice di un ente che ha visto più di un commissariamento.
Vejo, adottato il Piano del parco
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