Traffico, proteste e polemiche. Si è conclusa così la seconda giornata consecutiva di cortei in città. E, almeno fino al 12 gennaio, si potrà tirare un sospiro di sollievo. Da oggi scatta infatti la «tregua» natalizia voluta dal sindaco Alemanno e raggiunta con i sindacati (tranne la Cgil) dal prefetto Pecoraro. Una giornata difficile quella di ieri, soprattutto in centro storico fin dal mattino a causa della chiusura di piazza Venezia, poi riaperta al traffico. Ma al caos provocato dai cortei di Cgil funzione pubblica e gli studenti dell'Onda, si sono aggiunti piccoli scontri con le forze dell'ordine. Inevitabile la polemica politica. «Quanto accaduto durante la manifestazione degli studenti - ha commentato il sindaco Alemanno in questi giorni a Londra per presentare il piano energetico capitolino - dimostra che il problema dei cortei non nasce dall'inerzia dell'amministrazione, del prefetto o dei diversi organi istituzionali ma da un conflitto di natura politica e comportamentale con alcune parti della società che rifiutano questa regolamentazione. Frange movimentiste sono disponibili, come si è visto, addirittura ad andare allo scontro pur di rifiutare protocolli e regole. Ho sostenuto l'azione del prefetto non perché temo di fare ordinanze ma perché bisogna evitare che si crei conflittualità nella città che creerebbe più disagi di quelli che risolvono. A tutela dei diritti della mobilità dei cittadini - ha continuato poi Alemanno - bisogna che questura, prefettura e tutti gli organi statali si mobilitino per impedire qualsiasi forma di trasgressione a questo patto che è una direttiva e quindi un'ordinanza effettiva a non fare manifestazioni». Il segnale dato da Questura e Prefettura, che non hanno consentito lo svolgimento di un terzo corteo ma un sit-in davanti al ministero dell'Istruzione, va proprio in questa direzione. Nel ribadire «che ogni decisione è stata congiuntamente assunta», il prefetto Pecoraro ha poi precisato che «tali prescrizioni si sono anche rese necessarie proprio a tutela di tutti i diritti costituzionalmente garantiti. La particolare articolazione del percorso richiesto, che per la sua ampiezza andava a toccare molti punti nevralgici della Capitale, avrebbe provocato la totale paralisi della città». Ma non basta. La sinistra, infatti, attacca le regole, vecchie e nuove, e attribuisce gli scontri della mattina proprio al protocollo sulla regolamentazione dei cortei. «Alla luce dei fatti di oggi (ieri ndr), è evidente che il protocollo sui cortei vada immediatamente ritirato - ha commentato Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra e Libertà - e che vadano ridiscusse con le parti interessate nuove regole per garantire a tutti il diritto a manifestare». Replica la maggiornanza in Campidoglio del Pdl, tra gli altri, Francesco De Micheli: «I rappresentanti della sinistra dovrebbero sapere che un corteo, qualunque esso sia, deve attenersi a determinate regole e non trasformarsi in un'entità priva di controllo». Critica l'Udc, con Luciano Ciocchetti: «Il compito delle istituzioni è quello di creare i presupposti per far rispettare le regole evitando situazioni limite che non consentono ai cittadini, nel loro diritto, a vivere la città e ai manifestanti non violenti di rendere pubblico il loro malessere».
Caos cortei, ma ora scatta la tregua
