Cinque cortei in due giorni. Torna l'incubo delle manifestazioni che tra ieri e oggi hanno preso in ostaggio migliaia di romani, imprigionati in casa, nei negozi vuoti, nelle lamiere di auto e bus. Ma qualcosa si sta muovendo. La «tregua» che vieta cortei e manifestazioni per un mese, e che scatterà domani, sarà occasione per mettere a punto le nuove regole per lo svolgimento delle manifestazioni nelle capitali. Un segnale importante è arrivato infatti dalla Questura che, pur autorizzando la manifestazione indetta dagli studenti, ha negato però la possibilità di sfilare da piazza della Repubblica a Largo Bernardino da Feltre, cioè a Trestevere, attraversando l'Esquilino. In questo caso, infatti, oggi si sarebbero svolti ben tre cortei, due degli studenti: da piazzale Aldo Moro a piazza della Repubblica; da piazza della Repubblica a Trastevere e quello della Cgil funzione pubblica, da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, passando per piazza Barberini e via Sistina. Questura e Prefettura, per limitare i gravi disagi al traffico capitolino, già messo a dura prova ieri, sempre nell'area del Circo Massimo, ha negato il secondo corteo degli studenti da piazza della Repubblica a Trastevere, autorizzandoli tuttavia a proseguire insieme alla Cgil per piazza del Popolo, mentre davanti al ministero dell'Istruzione è stato autorizzato un sit-in. Una specie di «prova generale» insomma, per garantire certamente il diritto a manifestare ma anche quello dei cittadini a muoversi liberamente. Stesso percorso per più cortei, manifestazioni "statiche" e, soprattutto, evitare che lo stesso quadrante di città "subisca" i disagi delle proteste per due giorni consecutivi, come proposto da questo giornale. Una «prova» generale quindi dalla quale far ripartire il confronto con i sindacati e riscrivere finalmente le regole delle manifestazioni nella capitale.
Scuola e statali, incubo cortei
