Fuori è "bellissimo" ma dentro "fa schifo". E anche se la preside Renata Tacus ha fatto tinteggiare le aule in fretta e furia, spendendo 800 euro, i ragazzi del Volta al Ceccherelli non ci sono voluti stare. Inizialmente era sembrata una soluzione possibile, «un male minore di fronte all'emergenza» trasferire temporanemante al Ceccherelli una parte degli alunni del Volta, chiuso per inagibilità dai vigili del fuoco dopo l'ultima pioggia. Ma quando giovedì scorso i 122 studenti del liceo scientifico tecnologico - uno dei corsi dell'Istituto secondario superiore «via di Bravetta 541» - hanno varcato il maestoso ingresso del Ceccherelli (il complesso monumentale considerato il capolavoro dell'architetto Brasini, costruito nella valle dei Casali negli anni Trenta come Casa Provinciale della Congregazione di N.S. della Carità del Buon Pastore di Augiere, poi diventata casa di cura e infine scuola nel '69) ecco cosa hanno visto. «Aule piccole, senza porte e con le finestre che non si aprono - racconta Gabriele Serafini, rappresentante degli studenti del Volta -, persino il bagno dei maschi è a vista come le classi. E i nostri compagni si sono rifiutati di fare lezione lì dentro». Mugugni e malumori si tagliavano a fette. E i ragazzi hanno fatto passare la comunicazione dell'assemblea straordinaria di lunedì scorso nell'aula magna del Volta, dove è stata indetta «l'assemblea permanente» fino a quando l'emergenza non sarà terminata. «Restiamo in assemblea permanente fino a venerdì - continua Gabriele -, ci hanno assicurato che la Provincia sistema il tetto, sapevamo anche che da oggi (ieri ndr) non era agibile, hanno detto che il tetto ce lo riconsegnavano questi giorni, ma ci vuole un altro po' di tempo anche per risistemare il terzo piano e ci sono i quadri elettrici da controllare». Gabriele ripercorre le tappe. «I lavori di rifacimento del tetto sono cominciati soltanto il 13 luglio anche se avrebbero dovuto iniziare molto prima e ad agosto gli operai sono andati in ferie» racconta. «Poi hanno ripreso e dopo un po' non si sono più visti. La preside ha continuato a chiamare la Provincia per affrettare i lavori prima che arrivasse la stagione delle piogge, e al primo diluvio venerdì 23 ottobre abbiamo trovato la scuola totalmente allagata e i pompieri l'hanno dichiarata completamente inagibile. In quella stessa settimana gli operai sono tornati a lavorare e a fine settimana hanno detto che il tetto era a posto e la scuola poteva riaprire. Ma è ripiovuto lunedì notte e martedì mattina della scorsa settimana ci siamo tgrovati in una situazione peggiore, perché l'acqua è penetrata anche nei punti dove prima non si infiltrava».
Gli studenti trasferiti al Ceccherelli: "Senza porte, qui non ci restiamo"

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