Roma Capitale

Acchiappaturisti maldicenti

Parlano male di Roma, reclamizzando i disservizi. Denigrano la città rimarcando il fatto che puoi aspettare un autobus persino mezz'ora, chiedendosi come abbiano fatto i romani a conquistare il mondo. Ma poi fanno affari coi turisti, magari anche cedendoli a gruppi illegali che li accalappiano con merce taroccata a prezzi stracciati (quando non li spennano): dal pullman, alla guida fino all'alloggio. In America li chiuderebbero in quattro e quattr'otto. Da noi invece i siti web anglosassoni, che lavorano sul filo della legalità, vanno a gonfie vele. Quest'estate sono andati forte reclamizzando i «pub crawl», i tour alcolici nei locali con premi alle sbronze colossali, come quella che ha portato alla morte lo studente australiano precipitato il 26 agosto da una balaustra del lungotevere Augusta: era troppo ubriaco per stare da solo in piedi. E infatti è finito di sotto. «I siti web sono in aumento esponenziale» raccontano Laila Volpe e Gresi Pitino, accompagnatrici turistiche Sngt, che venerdì hanno partecipato alla riunione delle guide romane.   «Di siti così, che conservano un'apparenza di legalità ma di fatto fungono come agenzie, quando passano i gruppi di turisti agli abusivi, senza uno straccio di requisito per operare nel settore, sul web ne aprono uno al giorno - dicono - e se capita di chiuderne uno, rieccolo con un altro nome». Irregolari e pure maldicenti. «Ce n'è uno - raccontano Volpe e Pitino -, ma come si chiama è meglio non scriverlo sennò gli fai pure il favore di pagargli i danni, almeno finché non lo chiudono, che avverte i turisti dei disservizi con cui dovranno fare i conti. "Se venite a Roma state attenti" scrivono "perché potete aspettare un autobus anche mezz'ora" e aggiungono "e pensare che hanno conquistato il mondo sinora conosciuto"». A Roma il turismo rappresenta l'11% del Pil. Ma almeno «la metà» dei tour venduti sarebbero «senza autorizzazioni» per Francesca Duimich, presidente della Confesercenti guide turistiche (Federagit). «Quello che le colleghe descrivono è tutto vero» dice, «hanno avuto coraggio a parlare di questa questione degli americani» dice parlando di un «fenomeno» ormai «vastissimo» quello dei «siti web gestiti dai colleghi anglosassoni, soprattutto americani e irlandesi, che in un certo senso agiscono da agenzie di viaggio senza avere le autorizzazioni di legge». Il giro d'affari è difficilmente quantificabile. Ma sicuramente nell'ordine «di milioni di euro» per Andrea Costanzo, presidente Fiavet Lazio che parla di un «danno economico notevole». «A quanto ne sappiamo questo commercio rappresenta il 30% del fatturato globale del turismo».   Costanzo parla di un abusivismo globale, «dall'approccio diretto al cliente», all'«organizzazione» compresa la «filiera» di tutti i fornitori diretti, un «danno - dice - sia per le agenzie di viaggi che organizzano i tour, sia per le guide turistiche che si vedono scavalcate da una concorrenza a basso costo, sleale, perché illegale». Per questo Costanzo chiede un aumento dei controlli, «dall'arrivo in aeroporto, dove chi accoglie i turisti deve essere in possesso del regolare patentino di accompagnatore, e risalire tramite i controlli all'intera organizzazione».   Il sistema dei controlli è affidato alla Polizia municipale e alla Provincia di Roma che ha la delega per il turismo. «Ma le guardie provinciali sono poche e con tantissime competenze» dice. Entrambi questi organismi poi «non sono attrezzati per combattere il traffico telematico, dove invece sembra avere competenze solo la polizia polizia postale che però è molto attiva su altre tipologie di truffe, e sulla pedopornografia, meno sul fronte del turismo».

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