Daun lato l'impegno per portare il Lazio in Europa, dall'altro la spinta affinché il Partito democratico recuperi l'ispirazione originaria, quella di un movimento riformista aperto alla società civile e libero dal dominio delle correnti. Per l'assessore regionale alle Piccole e Medie Imprese, Francesco De Angelis, le elezioni del 6 e 7 giugno sono una sfida senza precedenti. Lui guarda avanti e avverte: «L'Italia è un paese fermo che ha bisogno dell'Europa per tornare a correre». Assessore De Angelis, perché gli elettori dovrebbero votarla? «Perché voglio portare a Bruxelles il lavoro che ho svolto in questi anni al fianco delle imprese e dei lavoratori». Tre cose su cui si batterà al Parlamento europeo? «Un sistema fiscale unico per le aziende: è necessario facilitare l'accesso al credito soprattutto per le piccole imprese. Ma anche lo sviluppo: va incentivato l'utilizzo delle risorse comunitarie per infrastrutture, innovazione e ricerca. Inoltre mi impegnerò affinché l'Unione europea investa sui giovani, in particolare per migliorare il loro inserimento nel mondo del lavoro. Vede, io vorrei un'Europa dei diritti, dopo l'Ue delle banche c'è bisogno di costruire quella dei cittadini». Si voterà anche alla Provincia di Frosinone, dove lei è uno degli esponenti politici più quotati... «Sì, la mia candidatura vale doppio. Il fatto che ci siano anche le Provinciali a Frosinone è una spinta in più. Io sono un candidato vero, legato al territorio, vicino alle persone. La mia campagna elettorale si basa su fatti concreti, sull'impegno che ho portato avanti negli ultimi anni». Lei è assessore nella Giunta Marrazzo ma è consigliere del Lazio da tre legislature. Qual è il suo bilancio? «È stata un'esperienza davvero straordinaria. Nella prima legislatura ho lavorato al piano di sviluppo rurale, nella seconda mi sono occupato di trasporti e bilancio e ho partecipato con orgoglio alla stesura dello Statuto. Adesso, in qualità di assessore, ho puntato la mia attenzione ai problemi di imprese e lavoratori. In questi quindici anni credo di aver raggiunto buoni risultati e di aver meritato la fiducia dei cittadini. Ora voglio portare questo mio bagaglio in Europa». Pensa che il Partito democratico riuscirà a superare i dissidi tra le correnti? «Credo alla prima ispirazione del Pd. Questo partito deve guardare al futuro, rilanciare il suo progetto originario e smettere di discutere. Deve tornare tra la gente, deve ricominciare a parlare al Paese. Un anno fa c'è stata una splendida campagna elettorale, bisogna ripartire da quel punto». Non pensa che dopo la sconfitta di Veltroni alle Politiche servisse un congresso? «Sicuramente, avrebbe aiutato il Pd a superare le difficoltà di questi mesi. Il lavoro di Walter è stato straordinario, dobbiamo ricominciare da lì». Aspettiamo ottobre... «Sì, ora pensiamo alla campagna elettorale. Il prossimo voto è fondamentale per il Partito democratico».
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.