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Pd, i sondaggi mandano le correnti nel panico: "Così finiamo sotto il 10%"

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La china è disastrosa con il Pd dato sotto il 15 per cento dagli ultimi sondaggi politici come quello Swg presentato lunedì al Tg La7 di Enrico Mentana. Lo scandalo del Qatargate ha dato la mazzata finale al partito di Enrico Letta alle prese con la dolorosa transizione verso il congresso che sancirà la nuova leadership dem. Ma l'insofferenza nella truppa piadina cresce nei confronti del segretario-traghettatore perché l'emorragia di consensi è evidente e all'apparenza irrefrenabile, e da più parti chiedono a Letta un cambio di passo per accelerare i tempi della Costituente. 

 

La caduta neo sondaggi è verticale, più di quattro punti percentuali persi in un'ottantina di giorni. "Andando di questo passo facciamo la fine della Lega, precipitiamo sotto al 10 e non ci riprendiamo più" dice una gola profonda dem in Transatlantico a Repubblica. La colpa del disastro è "anche di Letta, che negli ultimi tempi ha sbagliato tutto quel che si poteva. Anziché accelerare, per cercare un'impossibile mediazione tra i capicorrente ha tirato il freno a mano e i remi in barca. Ed ecco qua: noi siamo spariti e abbiamo lasciato campo libero a Conte, che ormai detta i temi e l'agenda progressista".

 

Allo scoperto Matteo Orfini: "Impiegare quattro mesi per eleggere un segretario è insensato in un momento così difficile per la vita del Paese". Pesano, però, i calcoli dei candidati alla segreteria. Stefano Bonaccini è favorevole all'accelerazione, frena il fronte favorevole a Elly Schlein che confida nei tempi lunghi per crescere nelle preferenze tra gli elettori del Pd 

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