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L'Europa boccia Zingaretti: il Lazio torna regione a rischio Covid

I dati dell'Ecdc: contagi troppo alti, gli altri Stati potrebbero applicare restrizioni a chi arriva o parte da Roma

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L'Europa boccia Zingaretti e altri tre governatori. Quattro regioni italiane ( Veneto, Lazio, Sicilia e Sardegna) sono infatti passate in giallo, rispetto alla settimana scorsa quando erano verdi, nella mappa sulla situazione epidemiologica aggiornata oggi dall’Ecdc (Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie). Il resto dell’Italia rimane in verde.

La mappa si basa sul tasso di notifica di nuovi casi a 14 giorni ogni 100mila abitanti e sul tasso di positivi nei test effettuati. La carta dell’Ecdc serve da riferimento per le decisioni degli Stati membri dell’Ue in materia di restrizioni di viaggio. Il verde indica il rischio minore: il rischio cresce secondo una progressione di giallo, rosso e rosso scuro (situazione con rischio massimo). Peggiora sensibilmente la situazione in Corsica, in Francia: era verde la settimana scorsa, ora è rossa.

Già dai dati di un paio di giorni fa si poteva evincere come Lazio, Veneto, Sardegna e Sicilia avessero già superato quota 50 casi settimanali per centomila abitanti, la soglia che, con l’attuale normativa, fa abbandonare la zona bianca per finire in quella gialla. Proprio la repentina crescita dell’incidenza ha portato Governo e Regioni ad avviare un confronto per rivedere i parametri, valutando di inserire anche quello del tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri (particolarmente in terapia intensiva). 

Il Lazio in particolare, con la sua crescita-monstre (a Roma casi quintuplicati in due settimane), arriva a un’incidenza di 54 casi per centomila. In forte crescita anche il Veneto, con incidenza di 54,5 per centomila, e la Sicilia, 56,5 per centomila. Ad avere però l’incidenza più alta è la Sardegna, 64,4 per centomila. Solo tre settimane fa avevano tutte incidenze intorno ai 10 casi per centomila, anche meno.

Nessun’altra Regione si avvicina ai 50 casi, ma alcune sono sopra i 30, il che con il ritmo attuale di crescita non mette al riparo dal rischio di ulteriore peggioramento: la Toscana è a 34,3, l’Umbria a 31,7, la Provincia di Trento a 30,3. «Tiene» ancora invece la Lombardia, che si assesta a 26,3. In ogni caso le cose cambiano se si osserva, come detto, il dato dei ricoveri, in attesa delle decisioni del Governo in merito: le terapie intensive del Veneto ad esempio sono all’1,3% (una delle ipotesi sul tavolo è far scattare la zona gialla quando si supera il 5%, mentre la soglia da rischio «rosso» è il 30%), quelle del Lazio al 3%, la Sicilia è al 3,3% e la Sardegna all’1,4%. Numeri che eviterebbero il rischio di finire in giallo già con il monitoraggio di questo venerdì, ma va sempre ricordato che i ricoveri tendono a seguire di diversi giorni i contagi, anche se la speranza è che i vaccini, vera chiave di volta di questa fase, attutiscano l’impennata di contagi in maniera sostanziale.

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