LA CONFERENZA DEL PREMIER

"Leadership pericolosa", "Troppo sui social". Tutti gli attacchi di Conte a Salvini

L'ossessione del capo del governo: anche il bilancio del 2019 diventa l'occasione per prendere di mira il leghista

Non c'è niente da fare: ogni volta che Giuseppe Conte si avvicina a un microfono per qualcosa di un po' più lungo delle dichiarazioni "rubate", con lui c'è sempre un convitato di pietra, Matteo Salvini. E' stato così anche durante la tradizionale conferenza di fine anno - tornata in quest'occasione nella sede di Villa Madama, la "prediletta" di Berlusconi - con il premier che ha riservato più di una stoccata all'ex alleato ora diventato nemico. La più tranchant è stata quella dedicata al modo di Salvini di intendere la leadership. "La Lega è una forza politica pienamente legittimata - ha detto Conte - ma la modalità di Salvini di interpretare la leadership come se si fosse sciolti da vincoli, rivendicando in piazza pieni poteri la trovo insidiosa". Non solo. Quando al premier è stato chiesto un giudizio che usano eccessivamente le dirette sui social, lui - pur non bocciando del tutto lo strumento - ha detto che chi ha responsabilità di governo farebbe meglio ad astenersi perché "tutto il tempo che si ha andrebbe dedicato al lavoro". Insomma, "sobri nelle dichiarazioni, operosi nel lavoro". Altre parole, insomma, che pur non citando direttamente l'ex ministro dell'Interno sono apparse come una chiara frecciata a quest'ultimo. Per approfondire leggi anche: Conte: "Modo di interpretare leadership di Salvini è insidioso" Inutile sottolineare come anche le prese di distanza sul caso Gregoretti e sul Decreto Sicurezza bis - due fronti che Conte aveva vissuto comunque da presidente del Consiglio - siano stati tentativi, ancora una volta, di far dimenticare la convivenza con Salvini a Palazzo Chigi. E, come se non bastasse, sono stati indirettamente accreditati alla Lega anche i cattivi rapporti con l'Europa del Conte I ("e uno scontro con l'Unione europea, oggi possiamo dirlo, non conviene assolutamente all'Italia") e la salita dello Spread, dovuta per il premier all'eccesso di provocazioni "che rendevano meno credibile il governo". Insomma, in apparenza erano sorrisi. Ma in realtà già prima della crisi i rapporti con Salvini - stando a quanto dice oggi Conte - erano tutt'altro che rosei. O forse no?

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.