“Quello che continuo a chiedere è che si decida una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale in rappresentanza dell’Unione Europea e con quale mandato”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nella quale denuncia la frammentazione delle iniziative diplomatiche europee sulla guerra in Ucraina. “Dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui”, avverte la premier, sottolineando che “in gioco ci sono vite umane e il futuro della nostra sicurezza”.
Meloni richiama i diversi incontri e formati diplomatici attivati nell’ultimo mese, da Miami a Oslo e Helsinki, fino alle riunioni di Berlino, Bruxelles e ai previsti colloqui di Abu Dhabi. Una moltiplicazione di iniziative che, secondo la presidente del Consiglio, sta rendendo l’Europa “poco credibile” nella gestione di uno dei dossier più complessi per le nazioni europee.
La premier precisa di non chiedere un ruolo per l’Italia nei diversi tavoli: “Non sto chiedendo un posto per l’Italia in questo o in quel formato”. Il problema, scrive, è che non si negozino “in assenza di un mandato, impegni che anche la nostra Nazione sarà poi chiamata ad assumere”. Meloni chiede quindi che la questione venga discussa al prossimo Consiglio europeo informale di Dublino, per arrivare a una decisione formale al vertice di dicembre, anche attraverso un raccordo con Regno Unito, Norvegia e gli altri partner europei interessati. “Il risultato ci sta molto più a cuore del formato”, sottolinea la premier, secondo cui l’Europa deve poter partecipare al processo negoziale con una posizione condivisa e autorevole. In caso contrario, avverte, “rischiamo di condannare l’Europa all’irrilevanza nel processo negoziale”.
