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I TORMENTI DEL PD

Renzi se ne va all'estero. Con due anni di ritardo

Renzi se ne va all'estero. Con due anni di ritardo

Matteo Renzi

Matteo Renzi ha deciso di fare un passo indietro dalla politica attiva. Nei prossimi mesi, infatti, si dedicherà a una serie di conferenze - opportunamente remunerate - da tenere in giro per il mondo come hanno già fatto alcuni illustri predecessori, da Barack Obama a Tony Blair. Una decisione che arriva un po' in ritardo, se si considera che l'ex segretario del Pd aveva già annunciato di lasciare la politica attiva in caso di insuccesso nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Impegno che non non venne mantenuto, con il risultato di far perdere ulteriormente terreno al Partito Democratico fino al clamoroso tonfo elettorale dello scorso marzo.

Ad annunciare la partenza è stato lo stesso Renzi in un colloquio con il "Corriere della sera". L'ultimo impegno "italiano" dell'ex premier sarà la partecipazione al dibattito in Senato sulla fiducia al governo Conte, dove il gruppo del Pd confermerà il suo no all'esecutivo "giallo-verde" ma il compito di spiegarne le ragioni in Aula spetterà al capogruppo a Palazzo Madama Andrea Marcucci, mentre è escluso - a meno di colpi di scena - un intervento dell'ex sindaco di Firenze.

Poi il "senatore di Scandicci" accantonerà gli impegni parlamentari, farà le valigie e si imbarcherà in aereo alla volta di Arlington, sede del cimitero degli eroi statunitensi, dove parteciperà alle celebrazioni per i cinquant'anni dall'omicidio di Bob Kennedy. Il tour internazionale, che ha già vissuto delle tappe in Kazakistan e in Cina, sempre accompagnato dal fido Marco Carrai, si interromperà a ottobre, quando dal 19 al 21 si terrà la Leopolda nel corso della quale, oltre a presentare il libro sul quale sta lavorando, l'ex premier annuncerà le prossime mosse politiche, che stando alle indiscrezioni potrebbero spaziare dalla rinnovata sfida da lanciare all'interno del Partito Democratico - Renzi potrebbe sostenere la corsa di un fedelissimo alla segreteria - all'ipotetica creazione di un nuovo movimento sullo stile del francese "En Marche" di Emmanuel Macron, con il quale provare a fare da centro di gravità per tutto l'universo moderato che si contrappone al governo "populista", cercando di catturare anche l'elettorato in uscita da Forza Italia e tuttavia lontano dalla Lega di Matteo Salvini. Con la speranza che, nel frattempo, la luna di miele degli italiani nei confronti del nuovo esecutivo faccia segnare le prime crepe.

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