Politica

Tutti litigano, Forza Italia scoppia

Tra duelli e polemiche il partito una volta al 29% oggi lotta per il 10 Domani summit del centrodestra per decidere il candidato a Milano

«Lo Stato sono io» diceva Luigi XIV di Francia, il Re Sole, che appunto si faceva raffigurare come il centro di un vasto universo politico e sociale. E altrettanto poteva dire Silvio Berlusconi che, in fondo non molti anni fa, era al centro di una delle più imponenti formazioni politiche della storia repubblicana. Ma il il Pdl al 37 per cento oggi è una foto sbiadita e Le Roi Soleil Silvio Berlusconi è una massa gravitazionale che ogni giorno lotta con il crollo della galassia centrale. Di pezzi l’attuale Forza Italia, spettro del Pdl che fu, ne ha persi moltissimi. Ma i soliti bene informati dichiarano che ci sono pronti con le valige sei, sette, forse dieci forzisti.   L’esodo da FI sembra ormai una moda: il partito ha licenziato tutti i dipendenti, non ha più nemmeno una sede e sempre quei bene informati ridacchiano dicendo che si respira un’aria come a Versailles durante la Presa della Bastiglia. Eppure quello che conta, in questo momento, sono quelli che restano (e mai se ne andranno) da Forza Italia che invece di fare l’opposizione a Renzi se la fanno tra di loro. Come il senatore Paolo Romani, uno dei triarii del Divo Silvio, che ultimamente non va un gran ché d’accordo con il pretoriano Renato Brunetta, uno che il partito non lo lo molla nemmeno morto. Ma bisogna vedere se il partito non molla lui. Romani di Brunetta, riferendosi ai rapporti tra Lega e FI, dice affettuosamente che «lui ci ha infilato in questo casino e lui ci dovrà tirare fuori» e invoca una direzione nazionale. Il centro gravitazionale, Berlusconi, ha subito confermato la «piena fiducia al presidente Renato Brunetta, chiamato sempre più spesso a esercizi di sopportazione».   Molto di quello che accadrà nelle prossime ore a Forza Italia è legato al summit del centrodestra di domani, per discutere delle strategie in vista delle elezioni amministrative e, in particolare, del caso Milano, dove ancora non c’è un nome da opporre ai candidati del centrosinistra. Ne ha parlato ieri Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, proprio a Milano. «Qualcosa si muove: il tavolo, a cui parteciperanno Lega Nord, Forza Italia e FdI affronterà il tema delle elezioni comunali, fermo restando che l’ultima parola spetta ai leader dei tre partiti», ha detto La Russa. Al vertice ci saranno, per Fdi, lo stesso La Russa, Fabio Rampelli, Carlo Fidanza; per la Lega Nord Giancarlo Giorgetti e i capigruppo di Camera e Senato Massimiliano Fedriga e Gianmarco Centinaio; per Forza Italia Paolo Romani e Altero Matteoli. E se qualcuno non tirerà fuori il coniglio dal cappello saranno dolori, soprattutto per il partito di Silvio Berlusconi che si sogna lo storico 29,4 per cento del 2001 e oggi lotta per uno striminzito 10 per cento attribuito dai sondaggisti. Il «cerchio magico» ormai è ridotto a un cerchietto: nella prima orbita attorno al Sole Silvio ruotano il commissario straordinario Mariarosaria Rossi, la responsabile della comunicazione Deborah Bergamini, il consigliere Giovanni Toti e Antonio Tajani, braccio europeo del partito.   Nella seconda orbita ci sono i veterani del presidente: Ghedini, Longo, Caliendo, Messina, Sciascia. A chiudere la fascia dei pianeti interni i lombardi di Paolo Romani: Gelmini Ravetto, Comi, Fontana. Tra turbolenze e catastrofici mal di pancia sfrecciano in orbite anomale e imprevedibili una serie di planetoidi che rischiano di entrare in collisione: il pretoriano Brunetta, fedelissimo, ma anche molto preoccupato. Un’altra pretoriana forzista, Daniela Santanchè, che batte i pugni sul tavolo e con incrollabile fiducia dichiara: «Il centrodestra è lo stesso che è rinato dal palco di Bologna: l’unità è il nostro valore fondante e ci permetterà di mandare a casa il governo dei Pinocchi di Renzi. Tutto il resto è fantasia forse suscitata dall’uscita di Star Wars». Però negli spazi siderali stanno uscendo dall’orbita forzista la Polverini e Piccinelli, mentre volano in formazione gli ex colonnelli Matteoli, Fasano e Gasparri, che commenta: «Senza il ruolo centrale di guida e di unità di Silvio Berlusconi il centrodestra non avrebbe possibilità di affrontare una sfida vincente». Con senso pratico Andrea Zappacosta, presidente di Azzurra Libertà, movimento giovanile berlusconiano, spiega: «Le liti degli ultimi giorni, che hanno trasmesso agli italiani una pessima immagine di Forza Italia, sono il fulgido esempio di una classe politica che non funziona più e che è al tracollo». E propone una direzione nazionale da eleggere con primarie «che funga da intermediario tra gli elettori e Silvio Berlusconi».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.