Politica

Il Pd boccia le esenzioni a disabili e invalidi

FdI e grillini: "Siete un partito di marchettari"

Escludere dal calcolo dell’Isee le pensioni di invalidità e di accompagnamento. Un emendamento presentato alla legge di stabilità da una inedita «accoppiata», Fratelli d’Italia e M5S, ma che la maggioranza ha bocciato. Scatenando un durissimo scontro alla Camera. «È un provvedimento che costerebbe allo Stato 3 milioni di euro e che restituirebbe a tante famiglie che hanno a casa un disabile o un invalido il minimo sindacale di giustizia sociale – ha commentato sul suo profilo Facebook la leader di Fdi Giorgia Meloni – Mi chiedo come riescano ancora a guardarsi allo specchio». Durissimo anche il commento dei deputati grillini: «Anche quest'anno il Pd non si smentisce e boccia una norma che avrebbe tolto dal calcolo Isee le provvidenze assistenziali. Il M5S aveva sostenuto l'emendamento Meloni che di fatto ricalcava quello pentastellato, a riprova del fatto che quello che a noi interessa è la bontà dei contenuti non degli schieramenti, e in Aula è scoppiata la bagarre. Il Pd si è spaccato ma a nulla è valso. Anche quest'anno rimane un principio vergognoso che colpisce le fasce più deboli e che tra l'altro è già stato bocciato da sentenze del Tar Lazio». «L'emendamento Meloni – hanno proseguito i grillini – ricalcava nel contenuto quello che avevamo presentato noi e che tentiamo di far approvare a ogni legge di Stabilità. Per il Pd non ci sono fondi per ristabilire giustizia per i più deboli. Ci sono invece per aiutare parenti e amici. È una vergogna». Ma lo scontro fra gli esponenti del Movimento 5 Stelle e i Democratici ha avuto toni ancora più pesanti con i grillini che hanno accusato gli esponenti del Pd di essere dei «marchettari». Nel mirino sono finiti i parlamentari del Pd Marco Causi e Gennaro Migliore. «È incredibile – ha urlato Angelo Tofalo - ha il coraggio di parlare un deputato (Causi ndr )che l'altra sera, in commissione, è stato beccato con le mani nella marmellata per far passare un emendamento che destinava fior di quattrini dei soldi degli italiani ad una associazione che risponde a sua moglie. È una vergogna. Quel deputato dovrebbe dimettersi». Tocca poi a Migliore, tirato in ballo quando interviene per difendere il valore culturale del Festival RomaEuropa. Roberto Fico (M5s) non si trattiene: «Trasformista, ridicolo, e senza precedenti. Sei passato da Sel al Pd per votare la fiducia sul Jobs act. Dovresti fare una pausa di riflessione di 5 anni e dopo non candidarti mai più».

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