Politica

L’ultima del «crazy» Trump «Stop a Internet per colpire l’Isis»

di Massimiliano Lenzi Gli americani sono tutti pazzi - crazy - for Donald Trump, nel bene e nel male, l’uomo che vuole chiudere internet e sbarrare le frontiere degli Stati Uniti ai musulmani. Il...

G li americani sono tutti pazzi - crazy - for Donald Trump, nel bene e nel male, l’uomo che vuole chiudere internet e sbarrare le frontiere degli Stati Uniti ai musulmani. Il magnate e candidato repubblicano alle presidenziali Usa dopo aver proposto di bloccare l’ingresso degli islamici negli Stati Uniti, in un comizio nel South Carolina, ha detto che gli Usa dovrebbero considerare l’idea di «chiudere» internet e i social media per arginare la diffusione degli estremisti online. Magari incontrando prima Bill Gates, il patron di Microsoft, che se ne intende di internet (più di Trump). «Stiamo perdendo un sacco di persone a causa di Internet, dobbiamo fare qualcosa - ha attaccato Trump - e dobbiamo vedere Bill Gates, chi capisce realmente cosa sta succedendo, e parlare con loro. E magari in alcune zone bisogna "chiudere" internet in qualche modo. Qualcuno dirà "oh la libertà di parola, la libertà di parola". Ma questa è gente stolta». Con un Barack Obama sottotono, con Hillary Clinton che in tempi di guerra al fondamentalismo islamista si tiene mediaticamente bassa, il refrain della campagna elettorale per le primarie presidenziali in Usa è diventato lui, The Trump, un uomo che fa strame del politicamente corretto con le sue sparate quotidiane. Dopo la strage di San Bernardino, sui musulmani Trump non ha esitato un attimo invocando una «completa e totale chiusura» al loro ingresso negli Stati Uniti, fino a quando «i rappresentanti del nostro Paese non avranno capito cosa sta succedendo». Apriti cielo. Lo hanno attaccato tutti, a cominciare dai leader europei con il premier francese Manuel Valls, che ha twittato duro: «Trump, come altri, alimenta l’odio: il nostro unico nemico è l’islamismo radicale» e con il Primo Ministro inglese Cameron che ha chiosato, «inutile è semplicemente sbagliato». La cosa interessante è che nessuno sembra aver preso in considerazione, negli Usa, l’aspetto anche un po’ alla Charlot - a tratti ridicola - delle uscite del miliardario americano al punto che persino i repubblicani sono insorti contro di lui. Jeb Bush lo ha definito un «pazzo». L’ex vicepresidente sotto George W. Bush, Dick Cheney, ha detto che la nuova proposta va contro ogni «cosa in cui crediamo e ci battiamo». Ovvia la reazione della Casa Bianca, che per bocca di John Kerry ha detto che «parole come quelle di Trump contro gli islamici lo squalificano come possibile presidente». Contro Trump si sono schierate anche diverse associazioni di musulmani negli Usa definendo le sue parole «anti-americane» e il quotidiano «Philadelphia Daily News» ha addirittura paragonato Donald Trump ad Adolf Hitler, pubblicando in prima pagina una foto del candidato per la nomination repubblicana ritratto con la mano alzata in un’immagine che evoca il saluto nazista e il titolo: «The New Furor», con assonanza tra furore e Führer. Il fatto è che nella sua goffaggine il buon Trump tocca temi che stanno comunque nella pancia della provincia americana. «Bisogna far fuori le loro famiglie» aveva detto all’inizio di dicembre in un’intervista alla Fox parlando degli estremisti islamici, perché le loro famiglie sono quello «a cui tengono veramente». Il commento seguiva la notizia del rilascio da parte del governo libanese dell’ex moglie del califfo Abu Bakr al Baghdadi nell’ambito di uno scambio di prigionieri con un affiliato di al Qaeda. «Dobbiamo capire - avvertiva Trump - che l’Isis è la nostra minaccia numero uno e abbiamo un presidente che non sa cosa sta facendo. Si preoccupa più dei cambiamenti climatici». Che Trumpata!

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