Ormai ci siamo. Lo dice anche il countdown in bella mostra sul sito dell’evento: siamo entrati nel cinquantesimo giorno che ci divide dall’inizio del Giubileo della Misericordia. Un Anno Santo «straordinario», annunciato soltanto 9 mesi fa da Papa Francesco, ma che la guida spirituale dei cattolici di tutto il mondo ha ritenuto necessario annunciare anche alla luce di quello che sta accadendo oggi nel pianeta e di quello che è successo dal 2.000 ad oggi. Ma la città di Roma, che da due millenni anni ospita la Chiesa di Pietro, è pronta a questo evento? La risposta è sicuramente "No". Servizi che non funzionano, municipalizzate allo sbando e manovre politiche si sono uniti ai soliti problemi. E il quadro che ne viene fuori è assolutamente negativo. Tanto da arrivare a far preoccupare qualcuno anche dall’altra parte del Tevere. L’ottimismo agostano di Monsignor Liberio Andreatta («alla fine i Giubilei li abbiamo sempre fatti») si è scontrato con l’irritazione di Monsignor Paglia, di Monsignor Fisichella e pure di Bergoglio. Il giudizio è stato unanime: la cura biennale del dottor Ignazio Marino non ha alleviato i dolori di Roma, anzi in alcuni casi li ha anche acuiti. Si sono privilegiati provvedimenti estemporanei (a dare fastidio alla Santa Sede potrebbe essere stato anche quello sulle Unioni Civili) a quelli sostanziali, così la città è rimasta ferma. Ogni giorno c’è un personaggio pubblico che critica l’amministrazione della Capitale. Ieri ci ha pensato Paolo Bonolis ai microfoni di Radio Roma Capitale: «È lo stesso degrado di sempre, solo che prima le cose si sapevano meno». Dai trasporti ai rifiuti, dagli scandali agli allagamenti, dalla crisi politica alle manifestazioni, arrivati alla cifra tonda del conto alla rovescia abbiamo provato ad elencare le «macerie» di cui ha parlato anche l’Osservatore Romano. E il quadro è desolante. Allagamenti Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un inverno di sofferenze. Da qualche anno a Roma gli acquazzoni si trasformano in uragani Kathrina, dopo cinque minuti di pioggia le strade si allagano, i sottopassaggi si bloccano, le metropolitane si riempiono d’acqua e la città si ferma. Nei giorni scorsi le città tiburtine e i Castelli Romani sono stati colpiti da una violenta alluvione, mentre dal «nubifragio» del 31 gennaio 2014 ad oggi poco o nulla è cambiato. Cari pellegrini, dotatevi di canoa. O almeno di salvagente per «navigare» tra le vie della città eterna. Mobilità Problema a parte quello dei taxi. Oggi il servizio ha un costo molto alto, non per colpa degli operatori: il traffico, la concorrenza sleale e la mancanza di incentivi per il carburante rendono le auto bianche poco convenienti. Prima delle dimissioni di Ignazio Marino, l’assessore Esposito aveva provato ad aumentare l’orario di lavoro da 8 a 12 ore, aumentando cosi’ l’offerta, ma è rimasto solo un progetto. I pellegrini però potranno contare su Ncc non autorizzati, tassisti abusivi e risciò senza licenza. Fra l’assenza di controlli adeguati. Viabilità Dei 28 cantieri stradali finanziati con circa 30 milioni dal Governo (in realtà si tratta di fondi comunali sbloccati dal patto di stabilità) non ne è partito nemmeno uno. Questo perché gli uffici, nella migliore delle occasioni, hanno sbagliato a scrivere i bandi, facendosi bocciare anche 3 volte le bozze dei provvedimenti dall’Anac; nel caso peggiore, invece, c’erano dietro tangenti e mazzette, come nel caso della riqualificazione di via delle Mura Latine, appalto bloccato dall’Anac un giorno prima degli arresti. Ma anche sul resto delle strade la situazione non è migliore: ancora non è stato affidato l’incarico per il pronto intervento per la riparazione delle buche nella grande viabilità (gli arresti dei giorni scorsi riguardavano anche questo ambito). Il risultato è che l’8 dicembre ci troveremo in una situazione non molto diversa da quella attuale, dove le strade sono un colabrodo dalla periferia al centro, da quelle con l’asfalto a quelle con i sampietrini. Piano assente Dove dormiranno i pellegrini? Dove mangeranno? Come si disseteranno durante gli eventi estivi? Non si sa. La Giunta Marino non ha fatto in tempo a varare un piano per l’accoglienza delle persone. C’era una vaga idea di sfruttare la tensostruttura vicino alla Stazione Tiburtina, dove furono accolti i migranti nei giorni del blocco delle partenze per Berlino e Parigi, ma è’ rimasto sulla carta. Anche del piano volontari che doveva essere coordinato dall’assessore al Sociale, Francesca Danese, non si hanno notizie. L’unica certezza è l’ostello che verrà aperto a Santa Maria della Pietà. Rifiuti Qualcosa di estemporaneo si sta provando a fare. Ma sembra troppo tardi. Ama e Campidoglio hanno messo in strada 300 spazzini in più in vista del Giubileo e hanno cambiato i tracciati delle spazzatrici. La città però resta sporca, c’è molta difficoltà nel rimuovere costantemente i rifiuti dai cassonetti e non sempre la differenziata è impeccabile. È stata chiusa Malagrotta, ma il Comune «esporta» ancora circa l’80% dei rifiuti, senza aver trovato una soluzione. E purtroppo ci si mette anche l’inciviltà di alcuni romani (e non) a rendere tutto più complicato. Trasporti Il tallone d’Achille è il trasporto pubblico. I problemi economici e di gestione di Atac ricadono sulla città. Negli ultimi 2 anni (e negli ultimi mesi in particolare) le metropolitane sono state funestate da incidenti e malfunzionamenti e solo nel caso del bimbo morto a Furio Camillo la città ha dovuto piangere vittime. Secondo le stime dell’assessore Stefano Esposito servirebbero 250 milioni per risistemare la metro A e la metro B, mentre la linea C è in cantiere da 7 anni e solo nel 2018 arriverà a S. Giovanni. Ancora peggio il trasporto di superficie. Negli ultimi anni si è scelto di tagliare le linee invece di incrementarle e i problemi nella realizzazione delle manutenzioni mette kappaò un terzo delle vetture in dotazione. Peccato che proprio il Tpl sarebbe stato determinante per accogliere milioni di pellegrini che arriveranno fra 50 giorni. I quali non avranno a disposizione neanche i 60 bus elettrici fermi (e da buttare) al deposito. Vu' cumprà È stata l’ultima cosa che Mons. Rino Fisichella ha detto a Marino: «Sono passati mesi e ancora non mi hai fatto sparire tutti quegli abusivi, venditori di cianfrusaglie, urtisti e bagarini che girano intorno al Vaticano. È una vergogna». Pochi giorni dopo il sindaco sarebbe stato costretto a dimettersi e l’Osservatorio Romano avrebbe titolato «Ecco le macerie di Roma». Purtroppo è realtà: sono ovunque. Come ti giri a Roma trovi qualcuno che ti vuole vendere qualcosa, fa accattonaggio molesto, ti importuna mentre fai una foto a un monumento. In due anni, nessun miglioramento. Igiene a rischio Quello dei «vespasiani» è un problema sottovalutato. Molti di quelli istituzionali sono rotti, non funzionanti o vandalizzati. Fra le opere finanziate per il Giubileo c’era anche la loro rimessa a nuovo, ma i lavori sono partiti in ritardo: la fine dell’intervento a piazza Leonina, ad esempio, è previsto fra 70 giorni (quindi dopo l’inizio dell’Anno Santo). In occasione della canonizzazione di Wojtyla e Roncalli, si scelse di noleggiare quelli chimici: a parte i problemi di natura igienica (specie per le donne) erano pochi e posizionati male. Insomma, ci sarà da trattenersi. Criminalità Altra piaga che a Roma spopola è quella dei borseggiatori. Ormai siamo circondati: sul bus 64, il più amato dai pellegrini, ci sono i professionisti di vecchia data. Sulla linea A, invece, le new gang di zingarelle ti attaccano in 4 o 5 e ti fregano tutto, per poi prendersi i soli e gettare i portafogli fra i binari della metro. Il risultato è sempre lo stesso: arrivi a Roma con un gruzzoletto per fare una cenetta con vista Colosseo e non ti ritrovi nemmeno gli spicci per la Messa. A questo si aggiungono i normali problemi di microcriminalità tipici delle periferie, che aumentano di anno in anno. Cultura Altra piaga che a Roma spopola è quella dei borseggiatori. Ormai siamo circondati: sul bus 64, il più amato dai pellegrini, ci sono i professionisti di vecchia data. Sulla linea A, invece, le new gang di zingarelle ti attaccano in 4 o 5 e ti fregano tutto, per poi prendersi i soli e gettare i portafogli fra i binari della metro. Il risultato è sempre lo stesso: arrivi a Roma con un gruzzoletto per fare una cenetta con vista Colosseo e non ti ritrovi nemmeno gli spicci per la Messa. A questo si aggiungono i normali problemi di microcriminalità tipici delle periferie, che aumentano di anno in anno. Bus turistici Sono due anni che in Campidoglio gira l’intenzione di vietare l’ingresso in centro storico ai bus turistici. Ci aveva provato l’ex assessore capitolino Guido Improta, ma il suo provvedimento è risultato troppo leggero. Ci ha provato anche l’assessore Stefano Esposito, ma non c’è stato tempo di portare il tutto a termine. Il risultato è la situazione è anche peggiorata e pure stavolta i torpedoni invaderanno il centro cittadino, prendendo i pellegrini e portandoli direttamente a destinazione. Il tutto fra smog, traffico impazzito e romani e turisti che dovranno fare lo slalom per non essere travolti. Fallimento Ignazio Marino doveva essere il sindaco ciclista, per i ciclisti. Alla fine la bicicletta l’ha persa lui (suo malgrado) e non l’hanno presa quelli che speravano in una città a misura di due ruote. Il Grab, il grande raccordo anulare delle ciclabili, era una fesseria, come dimostrato da Esposito, che l’ha bocciato prima che si buttassero altri soldi: strisce bianche dipinte a terra e percorsi sterrati in parchi pubblici che chiudono alle 18. Quelle esistenti, che costeggiano Tevere e Aniene, sono in condizioni pietose. Più che a Berlino, la Capitale d’Italia somiglia a una pista di ciclocross. Cortei e aggressioni Roma è anche la città dei contestatori e dei violenti. O meglio, la piazza dove si riuniscono tutti i facinorosi d’Italia. Perché nella Capitale, ogni occasione è buona per fare guerriglia. Ogni domenica c’è una partita di calcio potenzialmente a rischio, mentre in centro quasi una volta a settimana si riuniscono quelli che dicono «No» a qualcosa e «Sì» alle mazzate alle forze dell’ordine. Sono riusciti a menarsi anche fuori dalla Maker Faire Rome, figuriamoci quando inizierà la stagione delle occupazioni nei licei e quelle dei palazzi. Processi Roma è anche la città dei contestatori e dei violenti. O meglio, la piazza dove si riuniscono tutti i facinorosi d’Italia. Perché nella Capitale, ogni occasione è buona per fare guerriglia. Ogni domenica c’è una partita di calcio potenzialmente a rischio, mentre in centro quasi una volta a settimana si riuniscono quelli che dicono «No» a qualcosa e «Sì» alle mazzate alle forze dell’ordine. Sono riusciti a menarsi anche fuori dalla Maker Faire Rome, figuriamoci quando inizierà la stagione delle occupazioni nei licei e quelle dei palazzi.
Cinquanta giorni al Giubileo. Roma è allo sbando
Non ci sono solo i cantieri in ritardo. Ecco tutti i problemi irrisolti con milioni di pellegrini in arrivo. Senza nessun piano d'accoglienza nella Capitale regnerà il caos assoluto
