Politica

L’orgoglio marò non piace alla Boldrini

Cartelli in aula a Montecitorio durante la visita di Ban Ki Moon. Laura li fa togliere

Ieri ospiti d’eccezione nell’aula di Montecitorio: per il sessantesimo anniversario dell’entrata dell’Italia nell’Onu c’erano il segretario generale, Ban Ki Moon, il capo dello Stato Mattarella, il presidente del Senato Grasso e, come padrona di casa, la presidente della Camera Laura Boldrini. Governo al completo più molti diplomatici di ogni parte del mondo. Un’occasione imperdibile per ricordare, davanti ad una platea internazionale, la situazione inaccettabile dei nostri marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ingiustamente accusati, in India, di un reato infamante. Così la cerimonia, dopo l’Inno Nazionale, è iniziata con un gesto dei deputati di Forza Italia che hanno alzato cartelli azzurri bordati dal tricolore: «Marò liberi» e, visto che Ban Ki Moon potrebbe non capire l’italiano, qualcuno ha sventolato anche la versione in inglese: «Italian marines Free». La padrona di casa ha preso il microfono e chiesto: «Capisco l’importanza del tema, ma vi invito a togliere questi cartelli. Per favore colleghi. Grazie della collaborazione». Ban Ki Moon, con un sorriso di circostanza, ha fatto finta di non vedere. Laura Boldrini ha asetticamente applicato il regolamento, ma forse poteva fare qualcosa di più. La pensa così Renato Brunetta: «Dispiace - ha detto - che la presidente della Camera nel suo discorso non abbia ricordato al segretario generale dell’Onu questa ferita ancora così profonda e sanguinante nel cuore di tutti gli italiani». Il capogruppo di FI alla Camera ha aggiunto: «Abbiamo voluto ricordare con grande determinazione, con grande monito, al segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon e ai nostri massimi rappresentanti, perché noi non dimentichiamo. Forza Italia non dimentica i nostri marò. Fino a quando non saranno tutti e due liberi, perseguiremo tutte le strade possibili, quella del coinvolgimento, dell’arbitrato internazionale, per avere questo risultato», ha dichiarato Brunetta. I deputati di Forza Italia avrebbero voluto un maggiore impegno, come quelli di FdI. «Ci sono davvero tutti alla Camera - ha commentato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli - Nessuno che abbia speso una parola per i nostri marò, nessuno. Provo vergogna e imbarazzo assistendo a una cerimonia vuota, ridotta dalle formalità a un mero evento burocratico. Per la pochezza esibita con sfrontatezza mi pento di non averla contestata». Eppure Laura Boldrini appare particolarmente sensibile al problema delle ingiuste detenzioni, infatti il suo sito pone in primo piano l’appello per la liberazione di un siriano di origini palestinesi imprigionato in Siria. E agli orrori che vive questo Paese è dedicata la testimonianza di un archeologo italiano. Non c’è purtroppo nulla sui nostri marò. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti, proprio l’altro giorno ha ricordato che «l’India non ha diritto di giudicarli». Perché sono innocenti come ha ricordato ieri Toni Capuozzo presentando il suo libro «Il segreto dei marò» al Festival delle Professioni di Trento: «I marò sono innocenti, è il segreto di Pulcinella», ha detto.

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