Strade e mazzette. Il Giubileo non è ancora iniziato e già finisce nelle inchieste giudiziarie. Ieri sono stati arrestati (ai domiciliari) un funzionario del Comune di Roma e due imprenditori. Si tratta di Ercole Lalli, del Dipartimento Simu (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) e degli imprenditori Luigi Martella e Alessio Ferrari (il primo romano, il secondo di Frascati). Le presunte accuse: corruzione e turbata libertà degli incanti. L’inchiesta è stata rapida. I primi di settembre la Procura ha delegato gli accertamenti e ieri i carabinieri Tutela ambiente, diretti dal "Capitano Ultimo" Sergio De Caprio, hanno chiuso la prima fase del procedimento. Stando alle carte, al dipendente comunale sarebbero stati dati duemila euro in cambio di informazioni utili sulle offerte presentate dagli altri imprenditori nelle gare d’appalto. In apparenza, un sistema sleale e infallibile per battere la concorrenza, sapere quale sarebbe stato il loro prezzo e presentare un altro, quasi sicuramente gradito dall’amministrazione comunale. I carabinieri sono intervenuti nel momento dello scambio della busta, in via delle Ciliegie, a Centocelle. Lalli avrebbe cercato di gettarla a terra, ma il gesto non è sfuggito. All’interno 10 banconote da 100 euro e 20 da 50 euro. Due giorni fa l’Anticorruzione di Cantone aveva interdetto le società dopo le indagini del nucleo speciale anticorruzione della Finanza. La vicenda parte nelle scorse settimane da una segnalazione giunta alla Procura. Parlava di Martella e Ferrari, ma per altre questioni, altri lavori. Infatti l’indiscrezione non avrebbe riguardato le opere in questione, di manutenzione strade e sorveglianza della grande viabilità di Roma (via Cristoforo Colombo, via Aurelia e Tangenziale). Spiegano gli investigatori nell’ordinanza del gip Massimo Di Lauro: «La manutenzione delle strade avviene tradizionalmente suddividendo la città metropolitana in 8 lotti, geograficamente separati. Un ulteriore lotto riguarda la viabilità di ponti, cavalcavia, sottovia ecc. Un altro per le strade dell’Eur e uno per le sedi tramviarie». Secondo i carabinieri, Martella e Ferrari si davano da fare per accaparrarsi il maggior numero di lavori. A fine settembre era in scadenza l’affidamento di ciascuna delle porzioni in cui è divisa la città. Si tratta di incarichi che singolarmente valgono circa un milione di euro per rifacimento del manto stradale, pulizia dei canali di scolo, manutenzione dei tombini. Il Comune di Roma sorteggia le ditte candidate con un metodo casuale tra quelle iscritte al sistema telematico "Siproneg". I due imprenditori, però, sembra contassero di garantirsi la vittoria attraverso un’operazione a tenaglia. Da una parte godere delle informazioni riservate passate dal funzionario (presunto) corrotto. Dall’altra, far partecipare alla gara del Comune finti concorrenti, società che sulla carta non risultano dei due imprenditori, ma in pratica - dicono i militari del Noe - «obbediscono alle direttive di Luigi Martella», uno degli imprenditori indagati. A questa rete di ditte controllate si sarebbe arrivati intercettando le conversazioni telefoniche. È da lì che sarebbe uscita fuori la galassia di controllate. Sarebbero Luma Hoteliers, Immobiliare Roma, Trevio, Edil Flavio, Siculiana Costruzioni, Malù Lavori, Carlotta Appalti, Nicolò Lavori, Lunica Società Consortile, Duromart, Nicia Società, e Tecno Porad. «Anche il mero dato numerico - riflette il Gip - permetteva loro di avere una posizione di vantaggio rispetto agli altri imprenditori sia nel caso il bando di gara prevedesse l’aggiudicazione per "massimo ribasso" sia con la metodologia della "media mediata", espressione riferita al cosiddetto "taglio d’ali", con cui vengono esclusi coloro che presentano offerte con ribassi troppo contenuti o viceversa troppo elevati».
Giubileo, mazzette e appalti Presi manager e funzionario
Due imprenditori avrebbero corrotto l’impiegato per vincere le gare per la Grande viabilità di Roma LE INTERCETTAZIONI "Dovemo giocassela bene con gli ordinativi"
