Politica

BELLO CIAO

I fans in Campidoglio cantano canzoni della Resistenza. Marino si commuove e alza le braccia: "Mi dimetto da sindaco" FOTO - VIDEO -

Non ci ripensa. E già questo è un punto di non ritorno in una parabola, come quella del sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino, che in molti scommettono non finisca qui. Le dimissioni «irrevocabili» saranno presentate oggi alla presidente dell’Assemblea capitolina, Valeria Baglio. E da oggi scattano i venti giorni previsti dalla legge per un eventuale "ripensamento". Un tempo voluto dai legislatori in caso di una crisi politica «ricompattabile». Un’eventualità questa da escludere sotto ogni punto di vista. Politico, ovviamente: il Pd dopo aver gettato - invano - più di una ciambella di salvataggio non può più tornare indietro. Impensabile una nuova maggioranza in Aula Giulio Cesare in grado di garantire il sostegno necessario al primo cittadino per continuare a governare la Capitale. Le voci messe in giro di un Pd spaccato rientrano in una strategia ben più ampia proprio del «dopo Marino» e che coinvolge tutte le forze politiche in campo. Per questo saranno venti giorni di fuoco incrociato, nei quali si cercherà di formare l’assetto elettorale. Il Pd locale, facendo intuire una spaccatura interna, punta al via libera alla ricandidatura degli uscenti e a tenere in piedi almeno i Municipi in un commissariamento lungo e complesso. L’alleato di sempre, Sel, lascia intravedere un sostegno al «marziano» per spingere i vertici democratici a sedersi insieme al tavolo della trattativa elettorale. Corteggiando comunque un candidato "forte" come il sindaco uscente. Le opposizioni, tutte, affilano le armi con un unico obiettivo nel mirino: affondare il Pd. E chiederanno a Marino di riferire in Aula. E lui, molto probabilmente lo farà, per due motivi. Il primo, dare uno schiaffo al partito che lo ha fatto dimettere, andando in Assemblea capitolina a levarsi qualche sassolino dalla scarpa, utilizzando quei "quadernini" con i quali simpaticamente "riprendeva" gli assessori; il secondo per sottolineare il suo ruolo di "salvatore della patria" e lanciare di fatto la sua candidatura. E già perché il ritorno del marziano non è affatto da escludere. Le decine di cittadini - molti dei quali evidentemente non prendono mezzi pubblici - dopo la manifestazione di ieri in Campidoglio, dove pericolosamente è stata presa di mira la stampa, replicheranno oggi davanti al Nazareno. Un movimento che il chirurgo dem difficilmente si farà scappare, e così va interpretato il messaggio che Marino ha scritto ieri sul suo profilo Facebook: «Ho pianto, mi sono scese le lacrime a vedere le migliaia di cittadini romani che in queste ore si stanno mobilitando con ogni mezzo, anche presentandosi qui in Campidoglio di domenica. Vorrei dire loro che li vedo, che li ascolto, che li leggo e che li ringrazio uno ad uno. Voi che vi attivate, che coinvolgete, che mettete in moto la nostra coscienza collettiva, voi siete il sale della democrazia e costituite un patrimonio che Roma non può e non deve perdere». Tra i primi a garantire il sostegno elettorale al quasi ex sindaco, il vicepresidente dell’Assemblea capitolina, Franco Marino. Non si tratta solo dell’omonimia. Convogliato a nozze proprio ieri con la benedizione del primo cittadino ha "confessato": «Se Marino corresse alle prossime elezioni, ed io lo spero per il bene della città, io sicuramente lo sosterrei anche fuori dal Pd» ma di questa possibilità «non ne abbiamo parlato. Io sono fiero in questi due anni e mezzo di aver collaborato per la città. Io - ha aggiunto il consigliere comunale - non sono del Pd, sono della lista civica e noi civici possiamo mantenere la libertà di scelta. Mi auguro che i colleghi abbiamo mantenuto una libertà di scelta e non ci sia stata un’imposizione di partito». Il disegno, nonostante le ore confuse a Palazzo Senatorio, si schiarisce di giorno in giorno. Chi pensava di aver rispedito il «marziano» su Marte, dovrà forse ricredersi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.