No agli autoproclamatisi «salvatori della patria» sì al «modello Liguria» ovunque: ossia «coalizione inclusiva e spirito unitario». Giovanni Toti, governatore della Liguria, dalla «Festa della libertà» di Bologna ha appena finito il proprio incontro con il direttore del Tempo Gian Marco Chiocci e la senatrice Anna Maria Bernini con questo auspicio. E se a Bologna è Galeazzo Bignami il candidato sul quale, oltre a Toti, è lo stesso Silvio Berlusconi a essere certo che si troverà l'accordo per espugnare il fortino, la formula per battere il «potere rosso» nel resto d'Italia è semplice: «Non è una ricetta magica ma un metodo: tenere insieme la coalizione - da Forza Italia alla Lega fino a Fratelli d'Italia e alla diaspora centrista di chi vuole lasciare Ncd - e coniugare questo con un programma attualizzato e un mix di innovazione ed esperienza». Governatore Toti, continua nel centrodestra il dibattito su Alfio Marchini. C'è chi lo vuole sindaco di Roma, chi capo del centrodestra... «Il sindaco di Roma lo devono scegliere i romani votandolo. Il capo del centrodestra, per quanto mi riguarda, è il capo di Forza Italia e si chiama Silvio Berlusconi». Marchini si candida come l'anti-Renzi con un manifesto neoconservatore... «Siamo tutti qui a remare perché Matteo Renzi diventi minoranza. Il contributo di Marchini è assolutamente positivo. Dopodiché in quale ruolo lo vedremo: mi risulta che al momento la Lega abbia un segretario politico, che Forza Italia abbia un presidente, che Fratelli d'Italia abbia un leader. Quella di Marchini è un'autocandidatura per un tempo troppo lontano e per un posto che non mi è ben chiaro. Da qua ad autoproclamarsi alla guida del centrodestra come "salvatore della patria" ce ne vuole». Per la città di Bologna ci sono due candidature: una di Forza Italia, una della Lega. Come si fa? «Io mi auguro che funzioni ovunque. La nostra è un'ottima candidatura: Galeazzo Bignami, consigliere regionale più votato, giovane, rappresenta una di quelle facce nuove di cui Forza Italia ha tanto bisogno. Credo che sia una candidatura non soltanto legittima ma più competitiva delle altre. Ovvio, però, che siamo disponibili a sederci intorno a un tavolo e a decidere con gli alleati quali sono le candidature migliori, il programma migliore». Sempre a Bologna l'8 novembre la Lega terrà la sua manifestazione anti-Renzi. Lei andrà? «Al momento non credo. È una manifestazione di partito, assolutamente legittima, ma non è un evento di Forza Italia. Se la Lega intende trasformarla in un appuntamento di coalizione ne possiamo ragionare. Credo che una manifestazione quest'autunno del centrodestra sia auspicabile e necessaria. Però in quel caso Salvini chiami gli alleati per definire gli obiettivi e gli scopi di un'iniziativa comune che può anche sostituire quella lanciata dalla Lega». Ha detto: Salvini non è il mio segretario. Potrebbe essere il leader del centrodestra? «Ogni partito ha il suo leader. Io credo che la Lega possa ambire a guidare la coalizione se dimostrerà di essere in grado di unirla. Poi saranno gli elettori di centrodestra a decidere chi guiderà il centrodestra alle prossime elezioni». Parla di un percorso a proposito. Come farete? Le primarie lei e mezzo centrodestra le volete, Berlusconi no. «Quelle di Berlusconi sono riserve assolutamente legittime, perché le primarie - fino ad ora - non hanno selezionato una classe dirigente di prim'ordine. Si sono dimostrate permeabili a brogli e addirittura, come in Liguria, hanno portato a spaccature gravi nei partiti che le hanno fatte. Dico un'altra cosa: dove non ci troviamo d'accordo su un candidato, bisognerà trovare una modalità per dirimere le controversie ed evitare che la coalizione si spacchi. Le primarie possono essere un metodo. Così come le assemblee degli amministratori o dei militanti». E se quello che sta facendo Renzi al Senato con gli "stabilizzatori" lo avesse fatto Berlusconi? «Credo che sarebbero già intervenute le forze armate... Oggi al Senato assistiamo a un mercato di transfughi, profughi, «clandestini politici» che sono passati da un partito all'altro e che dovrebbero addirittura modificare la carta costituzionale. Non auspico nuovi processi ma un minimo di coerenza da parte di chi ha detto che la Carta è patrimonio di tutti. Lo auspico ma non me lo aspetto».
"Salvini aspetti, il leader è Silvio Patto anche con Fdi e delusi Ncd"
L'intervista a Giovanni Toti
