Per carità, i social non sono né il Vangelo né la cartina millimetrica del Paese, però sono il nuovo bar sport. Per questo, sempre meglio farci una capatina. Ieri mattina, al bar sport twitter sono volati un po’ di bicchieri e di grida all’indirizzo del televisore. Perché su Sky c’era Laura Boldrini, ospite della puntata «Dentro i fatti con le tue domande». Argomento, ovviamente, l’immigrazione, l’accoglienza e il ruolo dell’Europa, cavalli di battaglia della Presidentessa. Proprio parlando di Ue, ha avuto l’idea di anelare agli «United States of Europe» e mostrare, a beneficio di telecamera, una spilletta con l’acronimo Use. Immagine subito rilanciata nel suo profilo ufficiale. Ed è valanga. «È il momento che tu te ne vada e tutti gli euristi insieme a te», scrive Teresa, mentre Ruben fa notare che «è il momento di lasciare l’Europa», in quanto «progetto fallimentare». Giuseppe invece la prende più a scherzare, e posta la foto di Totò con il fumetto: «Ma mi faccia il piacere». Non va decisamente meglio il passaggio dedicato al piano Ue sugli immigrati che dovrebbe prevedere la ricollocazione. «È una vittoria del buonsenso», dice la Presidente, e lo staff twitta. Marco pronostica: «Presto piangeremo per questo buonismo scellerato senza freni né controlli» e Leonardo svela qualche trucco: «A noi gli immigrati non scolarizzati, alla Germania i laureati. Grande vittoria sì sì». «Stefanvisivo», dal canto suo, ricorda alla Presidentessa «che ci sono anche italiani in difficoltà, ma fa più clamore aiutare gli altri che il proprio popolo». Ma il capolavoro è nel profilo di Skytg24, con il tweet della redazione che invita i telespettatori ad inviare domande da rivolgere alla presidente. Per amor di sintesi diciamo solo che la gran parte quesiti è monotematica, e più che quesiti sono auspici: dimissioni. Oltre a questo, piluccando qua e là si coglie, ad esempio, la domanda di Enrico che vuol sapere «dove li mettiamo», rivolto, ovviamente, agli immigrati. Questa una breve rassegna della vagonata di cinguettii. Ce n’erano anche di positivi, chiaramente, ma sommersi da quelli di critica. C’è stato un periodo in cui, nella Seconda Repubblica, si notava una preponderanza della sinistra nella «militanza» sul web. Ancor prima dell’avvento dei social, quando al cittadino comune che voleva discutere di politica non restava che aprirsi un blog o iscriversi a un forum. Ora non è più così. Sarà l’impoverimento intellettuale, forse. Oppure che «la gente» è stanca di tanto buonismo. Perché in fondo, a ben pensarci, il bar sport tanto buono non lo è mai stato.
Il popolo del web stanga la Boldrini: vattene
Pietro De Leo Per carità, i social non sono né il Vangelo né la cartina millimetrica del Paese, però sono il nuovo bar sport. Per questo, sempre meglio farci una capatina. Ieri mattina, al bar...