Politica

Il ministro della scuola contestato ancora dai docenti

La Giannini alla Festa dell’Unità di Milano

Nuove contestazioni contro Stefania Giannini. Alla Festa dell’Unità di Milano i militanti del Pd sono tornati a criticare il ministro dell’Istruzione per la riforma della scuola, considerata dal premier e segretario Dem Matteo Renzi un grande successo del governo. Circa trenta insegnanti del «Coordinamento lavoratori della scuola 3 ottobre» hanno accolto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, al suo ingresso sul palco della Festa dell’Unità, per un dibattito proprio sulla scuola, con cartelli con scritto «Giannini dimettiti», «vogliamo assunzioni non vogliamo propaganda», «diploma + laurea + corso di specializzazione = disoccupazione», «Pd licenziati», «Mai più Pd», «Pd bocciato». Quando il ministro ha spiegato il decreto, firmato proprio ieri, per l’alternanza scuola/lavoro, dalla platea è arrivato il grido isolato «questo è sfruttamento gratis, no allo sfruttamento». Calmato il contestatore dal servizio d’ordine, è tornato il silenzio ma quando la Giannini ha toccato il capitolo «cedolino degli insegnanti», sono arrivate altre urla dalla platea: «lavoro, diritti, dignità per la nostra Costituzione». «Questo tipo di contestazione non giova né alla causa degli insegnanti, né di chi protesta», ha detto il moderatore Pietro Piovani. «Penso che il tempo sarà galantuomo. Lo dico a chi oggi contesta una politica che mette al centro l’istruzione e dà strumenti concreti per il diritto allo studio - ha detto la Giannini - Vedremo tra qualche anno se questi strumenti ribalteranno le sorti di questo Paese». Contro la riforma della scuola - ha spiegato il ministro - «ho sentito una serie di slogan che andavano bene dieci anni fa. Gli slogan vano aggiornati, vanno messi contenuti di oggi e le famiglie lo capiscono». Secondo la Giannini le constestazione degli ultimi mesi contro la riforma «hanno fatto sì che il mondo della scuola si sia rinchiuso in se stesso».

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