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Frase choc di Marino Dai pm alla class action

Aperto un fascicolo sulle parole del sindaco: "La destra torni nella fogna da dove è venuta" LEGGI ANCHE Le "sparate" infelici di Ignazio

Frase choc di Marino Dai pm alla class action

CASAMONICA, POLITICI, SINDACATI, ASSOCIAZIONI E CITTADINI A DON BOSCO - FOTO 6

Le frasi in libertà che il sindaco Marino si lasciò sfuggire durante la festa dell’Unità e che volevano le destre cittadine «tornare nella fogna da dove sono venuti» finiscono in tribunale. Ora sarà il giudice di pace a decidere se il primo cittadino appena tornato dalle vacanze sarà «perseguito e punito per il delitto di diffamazione» come chiedono il consigliere regionale de «La Destra» Fabrizio Santori e il segretario di «Riva Destra» Fabio Sabbatini Schiuma, che lo scorso primo luglio sono andati dai carabinieri di Prati per presentare formale querela nei confronti di Ignazio Marino. Una denuncia venuta fuori nei giorni immediatamente successivi all’apparizione del sindaco alla festa dell’Unità; in quell’occasione, ricordano i querelanti, Marino diceva: «Arrivando in Campidoglio, e dobbiamo dirlo, dopo le rovine lasciate da quella destra che oggi si erge a scudo morale di questa società. Ma non hanno vergogna – aveva rincarato il sindaco nel suo attacco – perché non tornano nelle fogne da dove sono venuti? È là che devono andare! E la smettano questi eredi del nazi-fascismo di dare lezioni di democrazia». Frasi pesanti che hanno scatenato la reazione di tanti cittadini che si riconoscono nelle idee della destra e che ora hanno imbastito una sorta di «class action» nei confronti del sindaco, presentando al giudice di pace la medesima querela. «Abbiamo ricevuto tante adesioni alla nostra iniziativa – dice Fabrizio Santori – alcuni cittadini indignati ci hanno addirittura mandato le copie delle denunce presentate ai carabinieri e alla polizia. Tutti loro si sono sentiti offesi dalle frasi di Marino e hanno compilato la denuncia come semplici cittadini che si riconoscono nei valori della destra. Ora i nostri legali chiederanno che tutte le denunce vengano riunite confluendo tutte nel medesimo fascicolo. Siamo indignati dal comportamento del sindaco Marino – dice ancora Santori – e abbiamo operato concretamente perché non era accettabile rimanere senza reagire. Quello che ha detto Marino è anche peggio di quello che ha detto l’assessore ai trasporti Esposito (che ha confessato in radio di avere inveito calcisticamente contro Roma, ndr): è vergognoso e inaccettabile visto che il sindaco dovrebbe essere il primo cittadino di tutti». «L’insulto – avevano sottolineato i querelanti nella denuncia – pronunciato innanzi ad una corposa platea e poi ripreso da tutti i giornali, fa chiaramente riferimento a un vecchio, triste e violento detto degli anni ’70 "fascisti, carogne, tornate nelle fogne", il che rende la denigrazione verso un intera parte politica, sempre quella destra, ancora più grave, giacché attribuisce i termini dispregiativi di fascisti, di carogne e di topi di fogna. Trattasi di offese che si ritengono gravissime, poiché provenienti dal sindaco di Roma, primo cittadino, che dovrebbe essere sindaco di tutta la comunità cittadina e che invece offende un’intera parte politica, quella rientrante nei partiti politici di destra, che ha la colpa di essere all’opposizione».

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