Politica

Sel chiede la sua testa

Gli uomini di Vendola passano all'opposizione e invocano le dimissioni. Pd tra imbarazzo e ironia. D'Alema: chieda scusa. Il centrodestra insorge

Più che la politica potè il pallone. Meglio, è proprio la politica ad essere andata nel pallone. Tanto da dover riscrivere l’articolo 1 della Costituzione: «L’Italia è una repubblica democratica fondata sul calcio». Così bastano le parole dell’assessore Stefano Esposito per sancire definitivamente il passaggio di Sel all’opposizione in Campidoglio. Il partito di Vendola, che alla vigilia dell’assestamento di bilancio aveva deciso di uscire dalla giunta Marino garantendo l’appoggio esterno dopo il rifiuto, è lesto a chiedere le dimissioni di Esposito reo di aver offeso via radio la squadra e i tifosi della Roma. Neanche il centrodestra è arrivato a tanto. Potere del calcio, più forte dei provvedimenti sul salario accessorio e sulle municipalizzate. Le parole del capogruppo di Sel Gianluca Peciola non lasciano spazio a dubbi: «Siamo sbalorditi. La Giunta capitolina è composta da troppe persone distanti da Roma. E ora scopriamo anche da chi odia Roma e la sua squadra. Le uscite dell’assessore Esposito sono incompatibili con il suo ruolo e ne chiediamo le dimissioni. Roma merita di più. Caro Ignazio e caro Renzi ma in mano a chi c’avete messo?». Il minisindaco Catarci va giù duro, rinfacciando ad Esposito anche le posizioni a favore dell’alta velocità in Val di Susa e le «provocazioni» contro i NoTav. Insomma, la maggioranza Pd-Sel che ha vinto le comunali non esiste più. Sbriciolata. Prima da Marino poi dalla Magica. Anche il Pd prende le distanze. Massimo D’Alema pretende le scuse o da Esposito o da Marino. Marco Miccoli ironizza: «Pjanic e Dzeko. Assesso’, ha preso du’ tranvate!». Il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo, notoriamente laziale, è costretto a difendere i cugini: «Caro Esposito, nun me fa diventa’ romanista... che so’ laziale... e comunque sempre Juve bip». E il centrodestra? Marco Pomarici (Noi con Salvini) chiede ironicamente al prefetto di Gabrielli di comminare a Esposito il Daspo dal Campidoglio. Per Fabrizio Ghera (FdI-An) l’assessore è «indegno». Annagrazia Calabria (FI) attacca: «Marino è in gita e i suoi assessori fanno gaffe». Dario Rossin vuole che Esposito chieda scusa ai romani e ai romanisti. Imperdibili poi gli scontri su Twitter tra Esposito da una parte e Antonello Aurigemma e Storace dall’altra e tra lo stesso assessore e l’ex sindaco Alemanno che scrive: «Esposito confessa di aver insultato Roma da ultrà. Marino l’ha scelto per perseguire la stessa finalità da assessore». Con l’assessore che gli rinfaccia l’indagine su Mafia Capitale, Alemanno che gli diagnostica una «demenza autoevidente» ed Esposito che chiosa: «Rischi la galera, contento tu».

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