«Esposito chi? Ah, quel cretino che ha detto che urlava Roma (bip)? È un deficiente». Non usa mezzi termini, come al solito, il senatore Maurizio Gassparri, tifosissimo della Roma. Non le è proprio piaciuta l’uscita dell’assessore ai Trasporti... «Uno come Esposito, in un mondo normale, starebbe a casa tua. È un esagitato, inadeguato a fare qualsiasi cosa. Anche sui No Tav, pur avendo ragione, sostiene questa battaglia in modo talmente provocatorio...». Ma lui parlava da tifoso. «Allo stadio si urla di tutto ma non ne sarei orgoglioso e poi bisogna sempre distinguere le funzioni pubbliche dal tifo. Rivendicare questo tipo di appartenenza quando ti nominano a fare l’assessore a Roma vuol dire umiliare la città. Che già ha un sindaco che la umilia. Anch’io da ragazzino andavo col Roma junior club in Curva Sud. Non ho mai fatto parte di gruppi ultras. Però non è che uno se ne vanta in età matura ricoprendo un incarico di quel tipo. È proprio da imbecilli l'affermazione odierna non l'intemperanza giovanile». Cioè, lei non ha mai gridato insulti allo stadio? «Ho gridato un po' di tutto, anche se poi ho cambiato location. Dalla curva sono passato in tribuna con mio padre, poi in curva da adolescente, poi in tribuna stampa e adesso in tribuna autorità o in tribuna Montemario. In effetti può essere capitata qualche invettiva, soprattutto nei confronti di Lazio e Juve». Più Lazio o Juve? «Sono un romanista verace, quindi vivo questa “concorrenza” con la Lazio in maniera totale. Poi faccio anche degli sforzi. Ultimamente mi sono tolto lo sfizio di andare alla finale di Coppa Italia Lazio-Juve come rappresentante del Senato. Ero seduto alla sinistra del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La Lazio ha perso, ma io ho mantenuto l’aplomb istituzionale. Quello che oggi Esposito non ha saputo fare. Lotito mi guardava male, io però stavo lì e guardavo Lazio e Juve, i nostri nemici totali, in veste istituzionale. Anche Malagò da quando è presidente del Coni non esulta mai allo stadio». Pensa che Esposito si troverà in difficoltà? «Bè, deve parlare con i tassisti e con gli autisti dell’Atac. Roma è nella (bip) anche perché ci sono personaggi come lui».
«E ora come fa a parlare con tassisti e autisti bus?»
Il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri: «Bisogna sempre distinguere le funzioni pubbliche dal tifo»
