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Ripresa

«L’Italia cresce di nuovo» I dati dicono il contrario

Dopo una serie di messaggi entusiastici su una probabile ripresa dell’economia dietro l’angolo, il ministro dell’Economia Paodan ha avuto un sussulto di realismo. Al Meeting di Rimini ha confessato di non essere soddisfatto di un pil che aumenta dello zero virgola. Nel giro di una settimana infati a gelare gli annunci di Renzi sono arrivati i dati dell’Istat e dell’Ocse. Entrambi certificano una crescita nel secondo trimestre dello 0,2%. L'obiettivo ce si è dato il governo è di un aumento del prodotto interno lordo nel 2015 pari a +0,7%. L'Italia continua a far peggio della media: dal secondo trimestre 2014 al secondo trimestre di quest'anno, noi cresciamo dello 0,5%, mentre l'Eurozona arriva all'1,2%. Eppure il contesto è favorevole con il cambio che dovrebbe favorire le esportazioni e il calo del petrolio. Una crescita stitica significa avere margini ristretti per tagliare le tasse e per drenare risorse a favore delle imprese.

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