Piangono per le poche risorse e attaccano il governo che, con la scarsa dotazione a disposizione, ha cercato di andare incontro a più istanze, però dimenticano quanti soldi hanno buttato, sì letteralmente bruciato, quando erano loro a Palazzo Chigi e governavano una macchina che spendeva senza freni. Sono loro. I grillini e il Partito democratico che hanno mandato in fumo non solo 174 miliardi di euro per le agevolazioni fiscale edilizie, 131 dei quali solo per il veleno del Superbonus, ma che con il Reddito di cittadinanza hanno sperperato non solo oltre 35 miliardi per finanziare nella stragrande maggioranza dei casi divanisti e fannulloni ma anche furbi e furbetti di varia stazza. Qualcuno, abbastanza, ha infatti approfittato di un meccanismo che puntava sull’onestà di richiedeva la prestazione. Nel senso che l’amministrazione si accontentava della buona fede e non richiedeva controlli accurati in fase di erogazione. Errore. Perché chi ne ha approfittato, e lo ha percepito indebitamente, con colpa e dolo, ha sottratto agli onesti ben 1,7 miliardi. Soldi che oggi avrebbero consentito di rimpinguare il fondo sanità, oggetto di critiche al governo nonostante il suo incremento, ma anche finanziato un taglio più consistente delle tasse al ceto medio o misure di sostegno alla natalità e altro ancora. E invece i fondi sono andati nelle tasche di chi ne aveva, probabilmente, minor bisogno. A denunciare il danno economico, ma così anche morale, del reddito grillino, è stato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone per la quale il Reddito di cittadinanza era una misura sbagliata due volte. «Nelle finalità, perché metteva sullo stesso piano chi vive una condizione di fragilità e chi è in grado di lavorare. Per gli occupabili abbiamo creato uno strumento specifico, il Supporto per la formazione e il lavoro, che accompagna le persone verso un impiego invece di lasciarle nell’assistenza. Ed era sbagliata nell’impianto dei controlli, affidati quasi interamente a verifiche ex post, quando il danno era ormai fatto» ha spiegato il ministro ospite in tv a «4 di sera» su Rete 4. Errore tragico e costoso. «I numeri dell’Inps parlano chiaro - ha proseguito -: tra Reddito e Pensione di cittadinanza gli indebiti accertati superano 1,7 miliardi. Al 31 dicembre 2025 restano ancora da riscuotere 1,46 miliardi, di cui 1,16 nati nel solo triennio 2021-2023. Un danno immenso. Pensiamo a quante famiglie in reale difficoltà a quanti percorsi di formazione e di lavoro si sarebbero potuti sostenere con quelle risorse». Quanto lavoro in più e quanta altrettanta dignità vera e non drogata dalla mancia di Stato, insomma. Anche per questo il governo Meloni dopo aver stoppato l’elargizione del Reddito concepito da Conte e Di Maio ha cambiato verso alla misura. «Il nostro modello rovescia questa logica - ha sottolineato Calderone -: poderosi controlli ex ante, grazie all’interoperabilità delle banche dati, per verificare i requisiti prima che venga erogato anche un solo euro. I controlli più stringenti che abbiamo ideato per l’Assegno di inclusione - sulle condizioni di disabilità dichiarate nell’Isee e non riscontrate, sui redditi omessi nell’Isee corrente, sulle vincite da gioco - avrebbero impedito migliaia di altre prestazioni indebite. Per questo li estenderemo anche alle prestazioni di Reddito di cittadinanza già erogate. Sono orgogliosa di aver costruito, su mandato del Presidente Meloni, un sistema di welfare per le famiglie e per il lavoro che riesce a destinare le risorse alle platee giuste, combattendo truffe e sprechi» ha concluso. Aiuti sì, dunque, ma solo ha chi ne ha realmente diritto. Sempre che non torni il campo largo che ha già annunciato l’arrivo del Reddito 2.0. Tempesta in arrivo.
Non solo Superbonus. Anche il Reddito M5S ha bruciato 1,7 miliardi
Il ministro Calderone denuncia truffe e raggiri. Fondi che potevano andare a sanità e scuole
