Il futuro del disegno di legge sulle riforme del ministro Boschi appare tutt’altro che facile, almeno a giudicare dall’enorme mole di emendamenti presentata in Senato nelle ultime ore. Nonostante i proclami e la sicurezza ostentata personalmente dal premier il futuro dell’esecutivo, tutto legato all’attuazione del grande cambiamento del Paese, appare una grande incognita. Per il momento l’unica cosa che è riuscita al governo Renzi è di compattare un fronte di opposizione ampio ed eterogeneo che mira ad un’unico fine: quello di arrivare al Senato elettivo. In tutto all’esame della Commissione Affari Costituzionali sono stati presentati ben 513.450 emendamenti, una cifra record, secondo quanto reso noto in un tweet da Palazzo Madama. Una sorta di fronte antirenzi che racchiude tutte le opposizioni più 28 senatori della minoranza Pd. Ma il presidente del Consiglio si mostra tranquillo: «La maggioranza non è mai mancata e mai mancherà, vedendo i numeri». Questa la ripartizione per gruppi dei 513.450 emendamenti presentati in commissione Affari costituzionali. In pole position la Lega nord con 510.293. Seguono, Forza Italia 1.075 e Sel 1.043. E ancora: Misto componente Fare 259, Gal 215, M5s 194, Riformisti italiani 124, Movimento X 75, Pd 63, Gruppo Autonomie 45, Misto 30, Misto componente l'Altra Europa con Tsipras 20, Area popolare 11, Ala 3. Se fosse una montagna da scalare assomiglierebbe all’Everest. Su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: «A palazzo Madama 176 firmano emendamenti per Senato elettivo. Contro Renzi, contro Napolitano. Matteo Renzi è senza maggioranza. Renzi a casa». Nonostante questo il Pd si prepara a una ripresa autunnale all’insegna dello sprint, sul Sud e non solo. Renzi, chiudendo la direzione del partito, ieri, si concede alcune sottolineature, proprio mentre al Senato si accumulano le migliaia e migliaia di emendamenti sulle riforme costituzionali. Innanzitutto una precondizione fondamentale: «La maggioranza in questi mesi non è mai mancata e mai mancherà, vedendo i numeri». A Speranza che chiede una sterzata concede la creazione del gruppo di lavoro ma boccia l'idea che si stia andando nella direzione sbagliata. E sul derby tra assistenzialismo statalista e interventi strutturali, il premier non ha dubbi: si schiera con questi ultimi. Se infatti De Luca chiede che le partecipate investano soprattutto al Sud, Pigliaru boccia l'opzione e Renzi si schiera con lui: «Assumo integralmente il suo intervento». E Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd, afferma che sul sistema di elezione del Senato «una soluzione esiste ed è a portata di mano, se si guarda al merito delle cose e non si usano le riforme per una resa dei conti interna al proprio partito».
Mezzo milione di emendamenti sulla strada delle riforme
Il futuro dell'esecutivo pieno di incognite
