Politica

Via libera in Senato alla riforma della Pubblica amministrazione

Ecco cosa cambia: dalla digitalizzazione, silenzio-assenso, autotutela, Conferenza dei servizi, delega su servizi locali e società partecipate

Via libera definitivo dall'aula di Palazzo Madama al ddl di riforma della Pubblica amministrazione. Il provvedimento è stato approvato con 145 voti a favore, 97 contrari e nessun astenuto. A favore della delega hanno votato Ap e Pd. Si sono detti contrari al ddl M5s, Fi, Ln, Cri, Sel, Gal ed Ala. La riforma della P.A. diventa così legge, le prossime tappe sono, dopo la firma del Capo dello Stato, la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma soprattutto si apre la fase di attuazione. Tra i capitoli principali della riforma, digitalizzazione, silenzio-assenso, autotutela, Conferenza dei servizi, delega su servizi locali e società partecipate, riforma della dirigenza. L'articolo 1, conferisce una delega al Governo con la finalità di garantire il diritto di accesso dei cittadini e delle imprese ai dati e ai servizi di loro interesse in modalità digitale. L'articolo 2, reca una delega per il riordino della disciplina in materia di conferenza di servizi. L'articolo 3, introduce, nella legge sul procedimento amministrativo, il nuovo istituto del silenzio assenso tra amministrazioni pubbliche che la Camera ha esteso anche ai gestori di beni e servizi pubblici e alle amministrazioni preposte alla tutela dell'ambiente, dei beni culturali e della salute dei cittadini. L'articolo 4, introdotto dalla Camera, prevede l'emanazione di un regolamento di delegificazione per la semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi relativi a insediamenti produttivi rilevanti e opere di interesse generale. I termini dei procedimenti sono ridotti fino alla metà e sono attribuiti poteri sostitutivi al Presidente del Consiglio dei ministri o a un suo delegato.   Soddisfatto il premier Matteo Renzi che non manca di lanciare qualche frecciatina ai "gufi"   Un altro tassello: approvata la riforma PA #lavoltabuona un abbraccio agli amici gufi — Matteo Renzi (@matteorenzi) 4 Agosto 2015     Silenzio -assenso Ci sono delle misure che si possono definire auto-applicative, come la definizione di un meccanismo per il silenzio assenso tra amministrazioni con tempi certi, per cui dopo 30 giorni, massimo 90, in caso di mancata risposta, si intende ottenuto il via libera. L'articolo 5, reca una delega per l'individuazione dei procedimenti oggetto di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o di silenzio assenso. L'articolo 6, introduce modifiche alla legge generale sul procedimento amministrativo, con particolare riferimento all'esercizio dei poteri di autotutela da parte delle pubbliche amministrazioni. L'articolo 7, reca una delega per riformare la disciplina della pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. L'articolo 8, conferisce una delega al Governo per la riorganizzazione dell'amministrazione statale. Uno specifico principio riguarda il riordino delle funzioni di polizia ambientale con la conseguente riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato e il suo eventuale assorbimento in altra Forza di polizia. L'articolo 9, introdotto dalla Camera, modifica la disciplina del Consiglio dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. L'articolo 10, reca una delega per la riforma dell'organizzazione, delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio.     Scompare la Forestale Il ddl pone le basi per l'accorpamento della Forestale in un'altra forza (con tutta probabilità i Carabinieri). Si tratterebbe di un trasferimento in blocco, anche se si concedono spazi a quanti preferiscono non essere, come si dice da più parti, 'militarizzati'.     Numero unico per le emergenze Basterà chiamare il 112 per chiedere aiuto in ogni circostanza. L'idea e' quella di realizzare centrali in ambito regionale. Addio a tutti gli altri numeri (come 113, 115 e 118).     I dirigenti L'articolo 11, delega al Governo la revisione della disciplina in materia di dirigenza pubblica e di valutazione dei rendimenti degli uffici. È prevista la realizzazione di tre ruoli unici in cui sono ricompresi i dirigenti dello Stato, i dirigenti regionali e i dirigenti degli enti locali. La Camera ha specificato che dal ruolo unico dei dirigenti dello Stato sono esclusi magistrati, avvocati, personale militare e delle Forze di polizia di Stato, personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia, professori e ricercatori universitari. È previsto l'obbligo per gli enti locali di nominare un dirigente apicale - in sostituzione del segretario comunale - con compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa e controllo della legalità dell'azione amministrativa, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'articolo 12, aggiunto dalla Camera dei deputati, detta disposizioni relative a incarichi direttivi presso l'Avvocatura dello Stato. L'articolo 13, detta principi di delega finalizzati a semplificare le attività degli enti pubblici di ricerca. L'articolo 14, reca norme per favorire e promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche

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