Politica

La mia legge detta legge

di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato

Che «orrore la legge Gasparri» hanno detto per anni politici, comici e tromboni vari della sinistra. Entrata in vigore nel 2004, la normativa a mio nome continua a regolare il sistema radiotelevisivo con ottimi risultati. Si sono moltiplicati canali e aziende televisive. I cittadini possono fruire di una offerta molto più ampia, anche se non ricorrono alla televisione satellitare a pagamento. Accanto ai più noti canali principali, detti generalisti, canali tematici si occupano per 24 ore di cultura, cinema, musica, sport e molto altro. Ma a Renzi la legge Gasparri non piaceva. «Una legge che si occupa di cultura non può portare il nome di Gasparri» disse lo sventurato di Pontassieve. Lo ribadì in convegni e in Tv. Annunciò modifiche e rottamazioni. Ma ancora una volta partito per rottamare fu rottamato. Non ha potuto fare decreti, mettere voti di fiducia. Ha tentato di far approvare una leggina per modificare un solo articolo della mia legge, quello delle nomine Rai. E non c’è riuscito. Al Senato è andato sotto, alla Camera se ne parlerà con calma nei prossimi mesi. Intanto martedì per la quarta volta i vertici Rai saranno rinnovati con la mia ottima legge. Uno smacco per Renzi e per tutta la corte di astiosi critici. «Gasparri non l’ha scritta e non l’ha letta» diceva un noto imitatore. Senza capire le norme, le contestava la Guzzanti, tra un film flop e un un altro suo fallimento. Ora rimangono con le pive nel sacco... La legge c’è. Longeva e garante del pluralismo e dei principi costituzionali. Il consiglio sarà rinnovato dal Parlamento tramite la commissione di Vigilanza. Giovanni Valentini, per anni mio feroce critico, si è scusato l’altra sera su Rai 3 è ha coniato il neologismo "Gasparrai". Lungi dal voler imporre nomine o persone, prendo atto della disfatta di avversari tanto tronfi quanto goffi. Legge Gasparri la trionferà potrò cantare irridendo questa banda di arroganti radicalchic che fanno soldi grazie alle Tv e poi fanno gli schifati. Del resto sono un po’ tutti come quel Gasmann jr che sta in Uruguay e dice: Romani spazzate le strade! Io per ora ciò-da-fà.

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