«Giù le mani dal presepe» ma «mollate i quattrini allo Stato». Sta qui la formula del rapporto tra Salvini e il cattolicesimo. Da una parte la tradizione (da difendere collettivamente nonostante il dono della fede, per lui, resti un fatto individuale), dall’altro l’istituzione Chiesa che spesso e volentieri - secondo Matteo - con la sua logica buonista non fa gli interessi del popolo italiano. Su questo paradigma si gioca una visione particolare della sacralità per il leader della Lega: scontro aperto con i laicisti che intendono appiattire in nome di una presunta neutralità i costumi di sempre, e scontro aperto allo stesso tempo con le gerarchie ecclesiastiche, Papa Francesco incluso, che giustificano «l’invasione» degli immigrati clandestini. L’ultimo terreno della polemica tra Salvini e la Cei è stato il tema del pagamento dell’Imu per gli istituti paritari: «Che la Chiesa si lamenti che fanno pagare l’Imu ai suoi immobili e alle sue scuole quando ogni giorno invita ad accogliere immigrati a casa degli italiani mi pare strano. Sacrifici per gli altri, esenzioni per loro...».
La religione Scontro con la Cei
Scintille su immigrati e scuole Ma il Bambinello non si tocca