Ora il leader greco, Alexis Tsipras, dopo aver affrontato una trattativa estenuante con i guardiani dell’ortodossia monetaria a Bruxelles dovrà affrontare la prova più dura: far digerire l’accordo siglato a Bruxelles, che sembra molto simile a quello rifiutato dallo stesso Tsipras prima del referendum quanto a severità delle misure, al suo Parlamento. E non sarà certo una passeggiata almeno stando ai primi commenti che i partiti che lo sostengono gli hanno riservato. L’ala sinistra dei deputati di Syriza ha, infatti, valutato l’ipotesi di votare in Parlamento contro il piano di aiuti concordato dal premier Tsipras con l'Europa. Non solo. Anche il partito Anel (Greci Indipendenti), alleato di governo del premier Alexis Tsipras, non sosterrà l’accordo raggiunto a Bruxelles. Lo ha annunciato il leader della formazione di destra, il ministro della Difesa Panos Kammenos, secondo quanto ha reso noto un tweet del sito greco Ekathimerini. Secondo Kammenos, alcuni partner europei volevano «un golpe» e hanno lasciato Tsipras senza possibilità di scelta. Insomma dopo una lunga maratona e 30 ore di negoziato, alla fine l'accordo è stato trovato e la Grecia resta nell’euro potendo contare sul suo terzo piano di aiuti per uscire dalla crisi, ma la trattativa non è ancora finita. L’annuncio dell’intesa è stato dato ieri dal premier belga uscendo dalla riunione ed è stato reso ufficiale dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, che ha sottolineato che all’Eurosummit sul piano da 86 miliardi è stata raggiunta l’unanimità. La parola ora spetta al Parlamento di Atene, che secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel deve approvare «tutte le condizioni» previste dall’accordo. Solo quando arriverà il via libera di Atene, il Bundestag si riunirà per approvare il piano di aiuti. «Non c’è bisogno di un piano B per la Grexit perché è stata trovata l’intesa sul piano A», ha affermato la Cancelliera. Da parte sua, il premier Tsipras ha riferito: «Siamo riusciti a ristrutturare il debito». «Siamo riusciti ad assicurare finanziamenti a medio termine», ha aggiunto assicurando che «la Grecia continuerà a lottare per essere in grado di tornare a crescere». Atene potrà contare su un prestito ponte da 7 miliardi entro il 20 luglio e da altri 5 entro metà agosto ma dovranno essere trasferiti asset per un totale di 50 miliardi a un fondo indipendente che monetizzerà tali asset attraverso le privatizzazioni: tale monetizzazione sarà una fonte del rimborso programmato del nuovo prestito dell'Esm. Il fondo, come richiesto da Atene, sarà basato in Grecia e gestito dalle autorità greche con la supervisione delle istituzioni. Le banche però dovrebbero restare chiuse per altri due giorni. Il prestito ponte alla Grecia dovrebbe essere confezionato dall’Eurozona per mercoledì mattina, ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, il quale ha spiegato che il finanziamento transitorio è «molto complesso» da attuare e «non abbiamo ancora trovato la chiave».
Tsipras torna in Grecia e Syriza lo schiaffeggia
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