Elogia la compattezza della coalizione, si complimenta per il successo del candidato di centrodestra alle elezioni suppletive per la Camera a Reggio Calabria, lancia una stoccata all’opposizione e, come è ormai consuetudine, ignora Roberto Vannacci, nonostante il partito del generale incassi quasi l’11% al suo debutto elettorale. Dopo aver riunito lontano da Palazzo Chigi i leader della maggioranza per fare, tra le altre cose, un punto della situazione sul dossier amministrative, Giorgia Meloni commenta via social l’esito dell’appuntamento elettorale. “Il centrodestra si conferma unito anche nelle suppletive, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni – è la lettura politica della premier -. Complimenti a Fabio Roscioli per il risultato e grazie a tutti gli elettori che hanno scelto di darci fiducia”. “Un voto – sottolinea la leader di FdI - che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”. Nessun riferimento a Futuro Nazionale, che col suo candidato Domenico Giannetta sfiora l’11%, mentre Frank Benedetto (campo largo) si ferma al 36,5%, staccato di quasi quindici punti (51,2%) dal tesoriere di FI vicino alla famiglia Berlusconi.
Ad esultare, ovviamente, sono Antonio Tajani e tutto il partito azzurro. Per il vicepremier, FI “stravince, trainando il centrodestra”. Il ministro degli Esteri parla di “risultato straordinario” che “conferma la forza del partito sul territorio. Siamo e ci confermiamo, anche in queste elezioni, un pilastro di quel centrodestra che Berlusconi ha creato, fondato e portato al successo”. A nominare il generale, collegando FnV ad AfD, è invece il governatore forzista Roberto Occhiuto: “Vannacci voleva la sua Sassonia? A Reggio Calabria ha preso sassate elettorali”. Deciso anche l’affondo di Maurizio Lupi: “Il centrodestra, senza Vannacci, vince. E si dimostra come il voto a lui sia solo un voto che al massimo può aiutare la sinistra, come già accade in Parlamento”. Il risultato di Reggio, però, viene accolto con grande entusiasmo soprattutto dal generale che via social sottolinea come “Futuro Nazionale vola e conquista l’11%. Noi siamo appena decollati, voi continuate pure a pensare alle scollature”. Un riferimento, quest’ultimo, alle polemiche sulla foto ‘ritoccata’ di Matilde Siracusano. La linea dell’ex vicesegretario leghista è poi ribadita anche dai suoi: “La vera notizia non è la vittoria di Roscioli ma che FnV col suo simbolo non solo si afferma, ma supera i sondaggi nazionali. È eccezionale”.
La crescita di Vannacci in vista delle prossime elezioni politiche è d’altronde il vero problema con cui deve fare i conti Meloni che, in attesa di vedere come andrà il voto della prossima settimana alla Camera sulla riforma della legge elettorale, ha riunito nella propria abitazione romana Tajani, Salvini e Lupi per discutere dei temi legati all’attualità (dal caro-benzina alla manovra) con un focus sulle prossime amministrative. In particolare sarebbe stato affrontato il nodo legato al candidato da presentare a sindaco di Milano. Sul tavolo al momento c’è la candidatura dello stesso Lupi, oltre a quelle dell’europarlamentare Silvia Sardone, sponsorizzata dalla Lega, e del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego, nome caldeggiato da FI. Sul punto da via della Scrofa si limitano a spiegare che “noi siamo spettatori”, anche perché il vero obiettivo di FdI resta il Pirellone. Non appena si sarà sbloccata la partita su Milano, è però il ragionamento, verranno definite anche le altre città, con i meloniani interessati a far correre un proprio candidato a Torino (in pole c’è Maurizio Marrone) e a Roma (il nome che circola è quello di Fabio Rampelli), e pronti a cedere il passo a Bologna e Napoli, mentre per Trieste comincia a circolare la suggestione di una candidatura dell’attuale governatore del Friuli Massimiliano Fedriga.
