Dopo il terremoto politico che si è registrato all'indomani delle elezioni Regionali, l'esito dei ballottaggi – altrettanto sorprendente – non sembra aver prodotto gli stessi effetti sulle intenzioni di voto degli italiani. Come evidenzia il nuovo sondaggio Datamedia Ricerche per «Il Tempo», infatti, questa settimana i dati non hanno subito particolari variazioni: il Pd continua ad essere il primo partito con il 34,7%, guadagnando uno 0,2% (unica oscillazione al rialzo della rilevazione). La stessa fiducia nel presidente del Consiglio, dopo essere crollata subito dopo il voto dal 39% al 37% , questa settimana rimane stabile a riprova del fatto che il premier Renzi, per il momento, è riuscito a parare il colpo di un appuntamento elettorale che ha visto i Dem ancora più in difficoltà che nel primo turno. Nel complesso, però, tutti i partiti sembrano stabilizzarsi: la Lega Nord continua a guidare il centrodestra con il 15,3%, Forza Italia la insegue con il 12,2% (e una flessione minima dello 0,1%), mentre il MoVimento5Stelle si afferma ancora una volta come il partito più temibile per Renzi & Co. con il suo 21,8% (-0,1%). A meno che il centrodestra non riesca a ritrovare una sua unità; in quel caso, e solo in quel caso, con il 34,2% (che racchiude i voti di Carroccio, FI, Area Popolare e FdI) si candiderebbe a tutti gli effetti come unico attore politico in grado di insidiare realmente il centrosinistra. Come accade da diverse settimane a questa parte, però, il dato più consistente (e anche più «pesante» politicamente parlando) è quello che riguarda l'area del non voto. Se il primo turno delle Amministrative aveva fatto suonare un campanello d'allarme, i ballottaggi hanno confermato una situazione di drammatica disaffezione degli italiani dalla politica che si evidenzia anche nel sondaggio Datamedia in cui l'area del non voto corrisponde, complessivamente, al 53,1% del campione. Tra indecisi (17,3%), schede bianche (2,2%) e astensione (33,6%), ancora oggi, più della metà degli italiani non esprime un voto a un partito.
Il premier resiste al crollo nei ballottaggi
I numeri Primo partito resta il "non voto" Le intenzioni di voto
