Politica

Ncd manda in crisi Renzi sulla scuola

Governo battuto in commissione sulle pregiudiziali di costituzionalità della riforma Decisivi il no di Mauro e le assenze degli alfaniani. Il Pd: «Solo incidente tecnico»

I numeri ballerini al Senato costringono il governo Renzi al passo falso sulla riforma della Scuola. Ieri, in commissione Affari costituzionali, la maggioranza è andata sotto al momento del voto sul parere di costituzionalità della riforma. Determinante il voto contrario di Mauro Mario, che solo pochi giorni fa aveva dato il suo addio ufficiale alla maggioranza. Ma il Pd si è affrettato a precisare che il ddl va avanti e si è trattato solo di «un incidente tecnico». Dopo le aperture alla minoranza Dem fatte da Matteo Renzi in direzione su possibili modifiche al testo del ddl, il provvedimento subisce un primo intoppo che, anche se «tecnico» - il parere della commissione non è vincolante - ha comunque un significato politico. E c’è già chi, nella maggioranza, punta il dito contro le due assenza di Area popolare, il partito di Angelino Alfano, al cui interno cresce il malumore per la linea nei confronti del governo. L’incidente, intanto, fa esultare l’opposizione: «È l’inizio della fine - spiega il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta - avevamo detto che sarebbe stato un Vietnam e Renzi aveva ironizzato. Adesso se ne rende conto: il Vietnam è iniziato e secondo me, rispetto a quanto detto in direzione, sospenderà tutto per un po’ di settimane in attesa di tempi migliori che però non arriveranno»., L’esito della votazione, alla quale in maniera inedita ha partecipato anche la presidente Anna Finocchiaro (Pd) con il suo voto favorevole, è stato di 10 voti a favore e di 10 contrari, e quindi il parere non è positivo in base al regolamento. Determinante il voto di Mario Mauro, ex Ppi, passato nei giorni scorsi in Gal e quindi fuoriuscito dalla maggioranza. Ma determinanti sono state anche le assenze di tutti e tre gli esponenti di Ap in commissione, Gaetano Quagliariello, Andrea Augello e Salvatore Torrisi. Nel Pd, poi, si sottolinea la «scorrettezza» dei due senatori di Gal, gruppo che per composizione numerica dovrebbe avere un solo rappresentante in commissione, e che invece hanno votato entrambi contro il parere. «Il ddl continua il suo iter in Senato, non c’è' nessuna battuta d’arresto», assicura il renziano Andrea Marcucci, presidente della commissione Istruzione a Palazzo Madama. Di parere diverso le opposizioni. «Renzi non ha voluto ascoltare il grido d’allarme del mondo della scuola, ora vediamo se farà finta di non sentire nemmeno il clamoroso tonfo della sua maggioranza in Senato» attaccano i grillini. Per Loredana De Petris (Sel) «è ora che il governo si decida a discutere le sue scelte e a correggere i suoi errori in un democratico confronto con il Parlamento».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.