La missione - perché per molti versi di questo si è trattato - di Giorgia Meloni all’ultimo Consiglio Europeo ha permesso all’Italia di portare a casa più di un risultato. Probabilmente il più significativo, insieme alle aperture sulla revisione del sistema Ets e sulla flessibilità di bilancio - è stato quello sul così detto «decreto bollette». La premier è riuscita infatti a centrare uno degli obiettivi cruciali del suo viaggio a Bruxelles: l’ok della commissione alla misura è un indubbiamente un punto importante segnato dal governo.
Arrivato dopo mesi di trattative - tenaci ed evidentemente fruttuose -, il decreto ha l’obiettivo di attenuare l’impatto dei costi energetici e limitare l’effetto dell’aumento dei prezzi del gas sul prezzo dell’energia elettrica per le famiglie e le imprese, preservando al contempo la parità di condizioni nel mercato interno e minimizzando le distorsioni. Uno strumento, insomma, per far fronte al caro energia in modo concreto, che riesca a impattare direttamente sulla vita dei cittadini e del tessuto industriale italiano, sul modello della cosiddetta eccezione iberica» applicata nel 2022 da Spagna e Portogallo. Il meccanismo è semplice ma efficace: fissare un tetto temporaneo al prezzo del gas quando questo viene utilizzato per la produzione di energia elettrica e ridurre così il costo delle bollette.
Il taglio, secondo i primi calcoli, dovrebbe arrivare a toccare il 25% del prezzo finale per l’utente: secondo le ipotesi trapelate da Bruxelles, il tetto al gas potrebbe essere fissato tra 58 e 62 euro per megawattora, rispetto ai circa 90 euro di oggi.
Il via libera incassato da Meloni ha lasciato senza parole l’opposizione, che pure nelle settimane scorse aveva provato a raccontare il provvedimento con toni negativi, sperando che la Commissione non lo approvasse. Il risultato concreto ha però smorzato ogni polemica, obbligando il centrosinistra ad un ripiegamento ormai tardivo.
Soddisfazione per la misura è stato espresso innanzitutto da Confidustria: «Siamo contenti che il governo sia stato al nostro fianco in questa battaglia per portare sollievo alle imprese italiane», ha affermato il presidente degli industriali Emanuele Orsini, sottolineando che l’accordo è «un buon passo avanti».
Parole positive sono arrivate anche dalla maggioranza. »Per cercare di alleviare le sofferenze di famiglie e imprese siamo riusciti anche a fare un buon accordo con l’Unione europea» ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Che poi ha aggiunto: «il prossimo decreto Bollette che metterà un tetto al costo del gas, è un provvedimento che durerà nel tempo, non è a tempo indeterminato, però ci permetterà di dare un segnale di attenzione». Di «vittoria storica» ha parlato invece Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. «Giorgia Meloni vince la trattativa con la Commissione europea e ottiene il via libera sulla misura rivoluzionaria contenuta nel Decreto Bollette- ha ribadito Bignami. Grazie al nostro intervento, il costo del gas non impatterà più come prima nella formazione del prezzo dell’energia elettrica». «Mentre la sinistra tifava contro l’Italia dicendo che Bruxelles non ce lo avrebbe mai concesso - ha concluso - la forza e il prestigio di Giorgia Meloni in Europa segnano una svolta storica che ridurrà sensibilmente le bollette degli italiani».
