Politica

VINCENZO DE LUCA

La Cassazione gli rovina i piani Lui tira dritto: ho vinto e governo

Il neo governatore della Campania ed ex sindaco Pd di Salerno, Vincenzo De Luca, viene condannato a un anno di reclusione per abuso d’ufficio il 21 gennaio di quest’anno nell’ambito di un’inchiesta sulla costruzione di un termovalorizzatore. La procedura per la sospensione prevista dalla legge Severino viene immediatamente avviata. E fin qui fila tutto liscio. Ma due giorni dopo la condanna e a sospensione già avvenuta, Vincenzo Napoli, vicesindaco di Salerno subentrato al «grande capo», annuncia: «Sarà immediatamente proposto ricorso al Tar» per ottenere la sospensione della sospensione contro una legge «ingiusta e incostituzionale». E così accade. Tre giorni dopo il Tar di Salerno accoglie l’istanza e De Luca torna a sedere sul suo scranno di sindaco. Da quella posizione si candida alle primarie del Pd nella corsa a governatore della Campania, pur sapendo che, in caso di vittoria, dovrà lasciare la poltrona proprio a causa della legge Severino. Ma nulla scoraggia De Luca, soprattutto perché nel frattempo il premier Matteo Renzi assicura che l’ex sindaco è «candidabile ed eleggibile». Lo stesso De Luca si sente in una botte di ferro, definisce la Severino «legge demenziale» e si dice certo che il Tar lo reinsedierà. E quando, a pochi giorni dal voto, la Cassazione decide che deve essere il giudice ordinario a esprimersi sulle sospensioni, De Luca taglia corto ricordando che anche il giudice ordinario, in casi analoghi, ha reintegrato amministratori sospesi. «Il presidente del Consiglio ha chiaramente definito la Severino un problema superabile - afferma De Luca - confermando che chi viene scelto dai cittadini, con un voto democratico, potrà tranquillamente governare». Quando a pronunciare parole simili era il Cavaliere, piovevano fulmini e saette.

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