Nonostante le sue dimensioni indubbiamente ridotte il Nuovo centrodestra, dopo il giro di boa delle Regionali, è riuscito a scindersi, anzi, a frantumarsi in un pulviscolo di protoni e neutroni che, al momento, viaggiano ognuno per conto suo. Prova ne sono le affermazioni del coordinatore nazionale, Gaetano Quagliariello, che, criticato per un’intervista così risponde: «Vorrei rassicurare gli attenti chiosatori: quando si fa un’intervista, quel che vale è l’autorevolezza dell’intervistato e delle sue opinioni. Dai tempi di Breznev, queste opinioni non impegnano in modo automatico il partito che provvisoriamente si coordina. Così come le opinioni dei membri del governo non impegnano il partito che si rappresenta». E ancora: «Non ho il potere di convocare organi statutari, ma sono certo - rileva - che quanto prima si discuterà, spero con stile. Per quanto concerne le amare sorprese di cui parlano le senatrici Bianconi e Chiavaroli, non ho dubbi in proposito: me le ha spiegate l’amico Sacconi...». Quagliariello è reo di aver affermato, in un’intervista al Mattino, la necessità di cambiare l’Italicum, paventando la possibilità che Ncd, in caso contrario, lasci il governo. Apriti cielo. Le parlamentari del gruppo al Senato di Area popolare Ncd-Udc Laura Bianconi e Federica Chiavaroli hanno subito protestato: «Se parla a nome del partito farebbe bene prima di comunicare la linea sui giornali a convocare gli organi del partito, o quantomeno i gruppi parlamentari che devono votare l’uscita dal governo. Se non vuole avere amare sorprese». L’acceleratore di particelle che ha avviato la scissione dell’atomo Ncd è nei risultati delle Regionali e anche su quelli nel partito sembra difficile trovare due che vanno d’accordo. Alfano, da «padre» della sigla cerca di calmare gli animi. «Per il Sole 24Ore Area Popolare al 4,7%. Che dicono oggi i portasfiga?», ha scritto su Twitter il leader dell’Ncd, e ministro dell'Interno. I «portasfiga» sono, ovviamente, quelli che sostengono che il Nuovo centrodestra, mantenendo il caldo abbraccio con la sinistra, si stia liquefacendo, condannato dall’equivoco di fondo di un partito di destra che sostiene un governo di sinistra. Il senatore Antonio Gentile invita a leggere con calma i numeri prima di fare polemiche. «Il dato complessivo dei voti ci vede al 4,7% e con Udc saremmo al 6,2». E ancora: «Abbiamo avanzato con i voti in un momento in cui la demagogia sugli immigrati - dice Gentile - pesa di più della serietà che sta dimostrando Alfano. Ovviamente bisogna fare delle riflessioni, ma con calma e prudenza. In Calabria abbiamo vinto dappertutto con una media superiore al 7% nei Comuni e con alleanze ponderate con i moderati. Possiamo e dobbiamo migliorare questi dati, ma serve serenità di giudizio e non istintività». Ma all’interno del partito, al momento, quello che domina è il dimore di finire nell’elenco in fondo alle tabelle, sotto la voce «Altri».
Ncd a pezzi per colpa di un’intervista
Quagliariello: «Cambiamo l’Italicum oppure usciamo dal governo» Il partito si ribella. E Alfano se la prende con i «portasfiga» INTERVISTA De Girolamo: "Basta Renzi, torniamo con Silvio"
