Politica

Berlusconi:"Cittadinanza agli immigrati che passano l'esame"

Il Cav parla delle regionali e del futuro del centrodestra. Sul confronto con Renzi in Tv: "Favorevole, ma con regole prestabilite"

Il Cav a tutto tondo su regionali, immigrati e progetti per il futuro del centrodestra. Ai microfoni di "Radio Anch'io", l'ex premier dice la sua sull'ipotesi di dare la cittadinanza ai migranti:"La cittadinanza va data a chi si dimostra di essere meritevole, a dei ragazzi che sappiano parlare italiano, conoscano le nostre leggi e le nostre tradizioni. E deve essere data dopo aver fatto un esame che dimostra" che l'immigrato "sa parlare la lingua italiana".   Regionali. Poi, anticipa che sulle regionali ci saranno delle sorprese: "Il voto dato alla sinistra è un voto a questo governo. Che ci vuole di più per dare un giudizio negativo sull'operato di governo?". E aggiunge: "Il pronostico è che ci possano essere delle sorprese e credo che ci saranno".   Rom. E sulle affermazioni di Matteo Salvini intenzionato a "radere al suolo i campi rom" dopo la strage nella capitale dove sono state investite 9 persone dai nomadi dice: "Le affermazioni di Salvini sui campi rom? "Non è la destra che ha i numeri per andare al governo", è il centrodestra che vince, Salvini entrerà nel nuovo progetto del centrodestra e "ci sarà un programma comune".   Il Cav favorevole al confronto in tv con Renzi. "Io non ho fatto saltare alcun confronto tv. A me è stata proposta una intervista, poi è venuto fuori che anche Renzi sarebbe stato presente alla trasmissione 'Virus'. Io non credo che i confronti possano farsi prima di elezioni regionali senza che ci sia un minimo di preparazione, di regole prestabilite per un confronto alla pari". E conclude:"Non mi è stata fatta alcuna offerta, ci sarà il modo di incontrare il signor Renzi. Io non ho timore nel farlo, anzi. Mi piacerebbe di poterlo fare".   L'attacco a Fitto, Fini e Alfano. "Questi signori qui sono tutti professionisti della politica saliti sul taxi di Fi. Fin quando è convenuto sono rimasti lì, poi quando hanno pensato che per il loro tornaconto fosse preferibile diventare leader di piccoli partiti -con tutti i vantaggi che ne deriva per quanto piccoli partiti- hanno preso e se ne sono andati. In tutti i casi, abbiamo sempre tirato un sospiro di sollievo". Berlusconi risponde in questi termini a un radioascoltatore che gli chiede degli addii di Gianfranco Fini e Angelino Alfano prima, e di Raffaele Fitto poi".

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